Leonardo
Venerdi 24 maggio 2024 Presidio Antimilitarista alla Leonardo!
MANIFESTAZIONE / PRESIDIO ANTIMILITARISTA
per la conversione produttiva della Leonardo da: fabbrica di armi di morte a fabbrica di beni di vita .
ore 16 via delle officine Galileo
Campi Bisenzio
Il panorama bellico mondiale, con i conflitti in Ucraina, paesi africani, lo sterminio della popolazione civile palestinese, le sedicenti missioni di pace, vede un crescendo di morti e feriti, di distruzione di edifici, infrastrutture, ambienti naturali e agricoli; L’Italia è entrata in guerra, senza dichiararlo; il Governo ed il Parlamento italiani hanno assunto impegni di fornitura di armi e assistenza tecnico-militare a due paesi belligeranti (Ucraina e Israele).
L’industria bellica italiana (Leonardo e affiliate), con il patrocinio del ministero della difesa, ha incrementato produzioni e ricerca di sempre nuovi strumenti di morte.
Lo stato italiano continua ad aumentare il suo investimento nel militare (come da indicazioni NATO) sottraendo risorse ai servizi essenziali (sanità, scuola, trasporto pubblico, enti locali, etc.).
Ad una narrazione ufficiale infiorettata di “grandi successi”, recitata fino alla noia, da ogni trasmissione televisiva, si affianca una “gran cassa” ideologica di militarizzazione della società, con la propaganda delle forze armate direttamente nelle scuole, l’aumento degli effettivi militari e dei loro stipendi
e la volontà del ministero della difesa (sic) italiano di istituire un corpo militare di 40.000 riservisti, giovani donne e uomini, che affianchino all’occorrenza i militari di professione come carne da cannone.
Siamo sempre più succubi di esigenze non nostre, ma pagate con i nostri soldi, come il progetto di nuovo comando operativo NATO per l’Europa Meridionale nella caserma Predieri a Rovezzano (Fi) e le basi militari di Coltano e Camp Derby (Pi) , o interventi diretti con uomini e mezzi, nelle cosiddette missioni di interposizione (Libano) e sicurezza navale (Mar Rosso-Canale di Suez).
PER RIPUDIARE LA GUERRA OCCORRE: RIPUDIARE GLI ESERCITI, TOGLIERE RISORSE PUBBLICHE ALLE FORZE ARMATE ED ALLE FABBRICHE DI MORTE, PROMUOVERE LE SCELTE INDIVIDUALI E COLLETTIVE DI RENITENZA ALLA LEVA, DISERTARE OGNI STRUTTURA MILITARE GERARCHICA, OCCORRE OBIETTARE A RUOLI DI STERMINIO FRA UMANI , DI DISTRUZIONE DI BENI ARTIFICIALI E NATURALI; OCCORRE
VALORIZZARE L’ETICA DI OGNI SOCIETÀ DI CITTADINI PENSANTI E SOLIDALI, COSTRUIRE INIZIATIVE DI BOICOTTAGGIO COMMERCIALE VERSO STATI IN GUERRA.
La manifestazione antimilitarista testimonierà la volontà di iniziare una riflessione sulla conversione produttiva delle fabbriche di armi e di non farsi coinvolgere in guerre volute da stati nazionalisti ad economia capitalista e dalle loro alleanze armate.
Assemblea Antimilitarista Toscana
Fermiamo le armi! Presidio davanti alla Leonardo
L’invasione russa dell’Ucraina ha scatenato una corsa al riarmo che riporta l’Europa indietro di decenni, come se aumentare gli arsenali potesse portare la pace che a parole tutti dichiarano di volere.
L’aumento della produzione e del commercio di armi può forse rappresentare la soluzione del conflitto? Le armi servono a fare le guerre, non certo a fermarle.
Sono altri gli interessi che spingono a un riarmo generalizzato: le industrie produttrici di armamenti non si sono mai fermate, neanche durante la pandemia.
L’Unione Europea sta finanziando una corsa agli armamenti senza precedenti: il budget del Fondo Europeo per la Difesa prevede per i prossimi anni 8 miliardi a favore della ricerca su nuovi armamenti, e in particolare su sistemi tecnologici che cambieranno radicalmente il modo di condurre la guerra. Il Fondo Europeo per la Difesa è stato istituito sulla base di un rapporto redatto dal Gruppo di Personalità di cui fanno parte le principali industrie di armi europee (fra cui Leonardo), che hanno già ricevuto 86 miliardi di euro. Si tratta, fra l’altro di industrie che non rispettano leggi e trattati internazionali, esportando armi verso paesi in conflitto o che non rispettano i diritti umani.
Dall’inizio della guerra i loro guadagni aumentano vertiginosamente, solo alcuni esempi: Leonardo Finmeccanica +15%, Thales Group +17%, Rheinmetall +31%.
Il Parlamento italiano ha votato un aumento del bilancio militare fino a prevedere una spesa di oltre 25 miliardi in un anno, dei quali una buona parte per l’acquisto di nuovi sistemi di armamento. Un voto, com’è ormai consuetudine, che non ha visto svilupparsi un dibattito su una tematica così importante per tutti i cittadini, e che di questi cittadini e del loro parere non si è curato di tener conto.
Senza un attimo di riflessione e di analisi, l’Europa, al traino degli USA e soprattutto della NATO, si getta a capofitto nell’atmosfera bellica, e il pensiero unico diventa “siamo in guerra!”. Si abbandonano così tutti i progetti e le promesse di un nuovo modo di sviluppo, le preoccupazioni per un cambiamento climatico che diventa ogni giorno più evidente e pericoloso, le dichiarazioni che parlavano della difesa di un ambiente sempre più sfruttato e deteriorato.
Oltre alle vite umane e alla civiltà, la guerra distrugge anche il territorio: l’enorme quantità di armi che si stanno riversando in Ucraina sono una delle fonti di inquinamento più pesante e distruttivo.
E’ questo il nuovo modello di sviluppo economico di cui si è parlato (o si è fatto finta di parlare) dopo la pandemia? Uno sviluppo che doveva puntare alla cosiddetta riconversione ecologica?
E’ evidente che non è la pace l’interesse delle lobbies più potenti del globo, quelle delle armi: la guerra è un grande affare per i fabbricanti di armi e la pace non sarà mai un obiettivo per chi trae potere e guadagni dallo scatenarsi di guerre e massacri.
Giovedì 14 aprile ore 17,30
Presidio davanti allo stabilimento Leonardo (via delle Officine Galileo 1)
No all’aumento del bilancio militare
Fermiamo la corsa al riarmo
Fermiamo i produttori di morte
Riconvertiamo le industrie di armi
Assemblea Cittadina contro la Guerra
Immagine da commons.wikimedia.org
