Fermiamo la privatizzazione dell’acqua!
Percorso ancora pieno di insidie ma raggiunta una tappa importantissima per stoppare la privatizzazione dell’acqua
È stata raggiunta una tappa importantissima, ma il percorso è ancora lungo e insidioso.
Lo stop all’individuazione del socio privato del gestore della società del servizio idrico e una valutazione sul percorso per la creazione di una società in house, è indubbiamente un merito soprattutto dei movimenti per l’acqua pubblica con il sostegno fattivo di poche forze politiche, certamente di Rifondazione Comunista.
Il percorso è ancora lungo e con insidie: perché vanno coinvolti concretamente i consigli comunali, perché la quotazione in borsa è sempre un’ insidia dietro l’angolo e soprattutto perché la gestione dei servizi pubblici con aziende di diritto pubblico e multiutility è comunque una contraddizione;
Lo è per il dimensionamento, per i conti (è l acqua che contabilmente tiene in piedi la multiutility), per la logica aziendalista -incompatibile con una gestione pubblica-, per i bisogni dei veri decisori: i comuni e i consigli comunali che le future scelte le dovranno approvare.
Se possiamo dire “se son rose fioriranno”, appare sempre più urgente e necessario attuare forme di controllo ratificate anche da parte della cittadinanza. Una proposta che in sintesi era già presente anche nel programma di Toscana Rossa, che Rifondazione ha sempre sostenuto e ora diventa urgente per arrivare a un un cambio di rotta sulla gestione dei servizi pubblici nella nostra regione rispettosa di un bene pubblico essenziale alla vita dei cittadini e di una risorsa naturale preziosa ed esauribile..
Segreteria PRC Toscana
