Vi ricordiamo lo sciopero generale di domani 12 Dicembre a cui come Partito abbiamo aderito e parteciperemo.
Il concentramento sarà alle ore 9:00 in Piazza Santa Maria Novella incrocio Via della Scala di fronte alla gelateria Santa Maria Novella.
Faremo in modo di avere uno spezzone nostro e quindi vi chiederemmo di portare (chi le avesse) le proprie bandiere, la segreteria ne porterà insieme ad uno striscione.
SCIOPERO GENERALE DEL 20 GIUGNO 2025 – PRESIDIO PROVINCIALE A FIRENZE PRESSO LA LEONARDO S.p.A.
MANIFESTAZIONE NAZIONALE #DISARMIAMOLI – ROMA, 21 GIUGNO 2025
FERMIAMO IL PAESE CONTRO LA BARBARIE DELLE GUERRE, DEL GENOCIDIO DEL POPOLO PALESTINESE E DELLA DISTRUZIONE DELLO STATO SOCIALE
Il 20 giugno, l’Unione Sindacale di Base, insieme a CUB ed SGB, ha proclamato uno sciopero generale nazionale di tutte le categorie del lavoro pubblico e privato, con manifestazioni in numerose città italiane.
A Firenze è convocato un presidio provinciale presso la Leonardo S.p.A. con concentramento alle ore 9:30.
Lo sciopero ha l’obiettivo di opporsi al massacro del popolo palestinese a opera dello Stato genocida d’Israele, alla folle corsa al riarmo decisa dall’Unione europea, accettata supinamente dal governo Meloni, e alla devastazione sociale prodotta da decenni di moderazione salariale ad opera dei governi filo-padronali del nostro Paese.
Lo sciopero è una risposta necessaria e urgente all’aggravarsi delle condizioni sociali, economiche e democratiche di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori, colpiti da politiche che continuano a favorire le grandi imprese e il complesso militare-industriale a discapito delle fasce più deboli della popolazione.
SCIOPERIAMO CONTRO:
la guerra e l’aumento delle spese militari a scapito della sanità, della scuola e dell’intero welfare;
il genocidio in corso del popolo palestinese, perpetrato dallo Stato d’Israele con la complicità attiva del governo italiano e dell’Unione Europea;
il carovita, i bassi salari, la precarietà, le privatizzazioni e gli omicidi sul lavoro;
la repressione del dissenso, con attacchi sistematici al diritto di sciopero e alla libertà di manifestazione con il Decreto sicurezza;
USB Firenze chiama tutte le lavoratrici e i lavoratori, i disoccupati, le studentesse e gli studenti, i pensionati, i migranti a unirsi allo sciopero del 20 giugno e alla manifestazione nazionale del 21 giugno a Roma, con partenza da piazza Vittorio, per ribadire che non siamo disposti a pagare il prezzo di un’economia di guerra che ha come effetto immediato la distruzione dello stato sociale.
Alziamo la voce contro l’ipocrisia di chi predica la pace mentre arma i massacri. Diciamo no a un modello economico e politico fondato sul profitto, sull’oppressione dei popoli, sulla repressione e sull’esclusione sociale.
Invitiamo tutte le realtà di lotta, i collettivi, i movimenti, le reti solidali che si oppongono alle guerre e al genocidio del popolo palestinese a unirsi allo sciopero del 20 giugno e alla manifestazione nazionale del 21 giugno per costruire insieme due giornate di mobilitazione dal basso, internazioniste e resistenti.
ABBASSATE LE ARMI, ALZATE I SALARI!
COSTRUIAMO UN’ALTERNATIVA SOCIALE E POPOLARE CONTRO LE GUERRE E LA DISTRUZIONE DEL WELFARE!
Il 29 novembre, i COBAS, insieme agli altri sindacati conflittuali ADL, Clap, Sial, hanno proclamato lo sciopero generale dei lavoratori/trici di tutti i settori privati e pubblici, per l’intera giornata, contro le politiche economiche e sociali del governo Meloni. Le richieste principali dei COBAS riguardano massicci investimenti nei settori pubblici di Sanità, Scuola, Università, Trasporti, Servizi di assistenza e il taglio drastico delle spese militari; la stabilizzazione di tutti i precari/e e dei lavoratori/trici in appalto della P.A.; Il rinnovo dei contratti pubblici e privati con aumenti salariali che recuperino totalmente l’inflazione reale; l’adeguamento delle pensioni alla inflazione e l’abolizione della legge Fornero; la riduzione dell’orario di lavoro e l’introduzione per legge del salario minimo; la tutela reale della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro; significativi investimenti per la protezione dell’ambiente e il risanamento dei territori; la libertà di movimento, i diritti di cittadinanza e l’abolizione della Bossi Fini. Lo sciopero è altresì indetto contro le politiche economiche e fiscali della legge di bilancio per il 2025; Il D.d.l. (Sicurezza) n. 1660 che criminalizza il conflitto sociale; l’Autonomia differenziata che acuisce le differenze sociali tra i territori e tra i cittadini/e delle diverse regioni; la guerra e l’economia di guerra; il blocco del turn over nella P.A. e il taglio di 8000 posti di docenti e ATA nella scuola; la privatizzazione delle aziende energetiche, delle Poste, delle Telecomunicazioni, del trasporto pubblico, dei servizi di igiene ambientale, della Sanità, dell’istruzione, per la ripubblicizzazione di quelle già privatizzate; gli appalti e subappalti che precarizzano il lavoro e regalano profitti alle imprese private; le discriminazioni, molestie e ricatti sessuali nei luoghi di lavoro. Nella stessa giornata hanno convocato lo sciopero generale anche altri sindacati di base (CUB e Sgb). Allo sciopero parteciperanno strutture e movimenti ambientalisti, femministi/transfemministi, studenteschi e dei Centri sociali, con i quali, oltre che con gli altri sindacati di base, organizzeremo manifestazioni territoriali nelle principali città. A Roma corteo da P. Indipendenza (ore 9.30) a P. Barberini. Piero Bernocchi portavoce Confederazione COBAS
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