Raccolta fondi partita per Firenze Antifascista

Foto dalla pagina Facebook @FirenzeAntifascista

https://gf.me/u/ydnbmz

45.000 ragioni per essere antifasciste e antifascisti: solidarietà per rispondere alla repressione

Partito della Rifondazione Comunista – Federazione di Firenze, 16 luglio 2020

Ieri sera abbiamo organizzato un’iniziativa che evidenziava il clima sempre più repressivo che colpisce ogni forma di resistenza e di lotta. Dal diritto all’abitare a chi è vittima degli abusi in divisa, fino ad arrivare alla nota condanna di 15 persone, colpevoli di essere scese in piazza per partecipare a una manifestazione pacifica, in risposta all’aggressione di due minorenni da parte dell’estrema destra.

A quella manifestazione del 2013 c’era anche il nostro Partito, come è sempre stato presente ai vari appuntamenti lanciati da Firenze Antifascista in questi anni.



Ci siamo impegnati a esprimere una solidarietà concreta a chi è stato colpito da una sentenza che impone il pagamento di 45.000 euro. Per questo rilanciamo la raccolta fondi lanciata oggi, invitando le compagne e i compagni a sottoscrivere!

Ecco il link da seguire: 
https://gf.me/u/ydnbmz




L’antifascismo non si reprime!

Rifondazione Comunista di Firenze si unisce al coro che esprime solidarietà alle 15 persone condannate per la manifestazione antifascista del 2013.

La Cassazione si è espressa negando l’ammissibilità del ricorso, confermando così le condanne e intestando agli imputati il pagamento di un’ammenda che ammonta a 3000 euro ciascuno.

Nel corso degli anni in molti e molte siamo scesi per le strade di Firenze per affermare con forza il carattere antifascista della nostra città, per ribadire che chi non si riconosce nei valori alla base della democrazia non può avere legittimità politica.



Nel 2013 la manifestazione in questione era stata convocata in seguito all’ennesima aggressione compiuta da persone vicine a Casapound ai danni di due minorenni.

Nonostante siano passati molti anni, si continua a condannare nei tribunali chi manifesta difendendo i valori dell’antifascismo. A chi è stato colpito da questa inaccettabile repressione va tutta la nostra solidarietà e vicinanza.

Aderiamo quindi convintamente all’appello lanciato da Firenze Antifascista e non mancheremo a qualsiasi iniziativa di solidarietà verrà organizzata!




Opporsi al Decreto Sicurezza nei territori, rispondiamo all’appello

La Federazione di Firenze del Partito della Rifondazione Comunista aderisce all’appello del comitato cittadino “No decreto sicurezza”, che terrà una riunione pubblica lunedì 2 settembre, alle ore 21.00, presso il Circolo ARCI Il Campino (via Giulio Caccini 13, Firenze).



Nelle ore di incertezza sull’evoluzione del quadro politico nazionale rimane importante non rimuovere la gravità di un decreto sicurezza con cui si è nuovamente attaccata la libertà di dissenso. Si criminalizza il dissenso, si tenta di nascondere quanto incrina le narrazioni del capitalismo, si alimentano paura e razzismo. Bene quindi che nella città di Firenze si alzi una voce di resistenza, aperta e capace di darsi una forte organizzazione, a difesa del diritto all’abitare, al manifestare, a condizioni degne sul luogo di lavoro, alla ricerca di una dignità per tutte e tutti. Invitiamo alla partecipazione le compagne e i compagni, dando l’adesione del nostro Partito.

Cliccando qui l’appello

Immagine di Benoît Derrier modificata e ripresa da it.wikipedia.org




Nessuna repressione per l’antifascismo

Nessuna repressione per l’antifascismo

25 aprile 2018, Partito della Rifondazione Comunista – Federazione di Firenze

Non accettiamo il gioco del sistema di informazione e delle forze di governo sul tema della repressione del dissenso. Macchiare il 25 aprile con l’arresto di quattro antifascisti (senza le virgolette lette dall’ANSA, che li definisce ‘antifascisti’) è un’inaccettabile macchia per le istituzioni di questa città.

Blindare le piazze per i comizi di una classe politica ‘di sinistra’, pronta a impedire il libero accesso in spazi pubblici è quanto di più lontano si possa fare per celebrare i valori della Liberazione.

Solidarietà a chi ha subito stamani violenza e soprusi impuniti, da parte di tutto il Partito della Rifondazione Comunista.




Se un pezzo di carta vi pare poco, cosa direte del manganello?

La Federazione di Firenze sottoscrive ovviamente il comunicato della Giovanile, anche perché coinvolta nella sua stesura.


Oggi si svolge a Firenze, davanti alla Prefettura, il presidio di solidarietà nei confronti dei migranti vittima del tragico incendio dell’ex-Aiazzone occupato, che è costato la vita ad un uomo. A fronte dell’emergenza abitativa di circa 80 persone, molte delle quali formalmente accolte dallo Stato come rifugiati politici (è stato il caso di Alì Muse, morto per cercare di salvare i preziosi documenti), la Questura ha deciso di rispondere con le cariche al corteo pacifico che sfilava davanti alla Prefettura, mentre era in corso la riunione del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica che dovrebbe tirare fuori dal cappello una soluzione.

Riunione che si svolge a porte chiuse, senza il coinvolgimento di nessun rappresentante di quegli stessi uomini, donne e bambini abbandonati dalle Istituzioni per un anno e mezzo e che si ritrovano ora in mezzo alla strada.

Ancora una volta il “sistema dell’accoglienza” svela il suo volto feroce: carità pelosa per i miserabili e repressione sistematica per quelli che non si allineano.

Ma questo è inaccettabile. Inaccettabile, per una Repubblica la cui Costituzione richiama alla solidarietà e all’impegno umanitario. Inaccettabile, per una città che ha fatto fronte alle catastrofi, come l’Alluvione del 1966, con la solidarietà attiva della sua popolazione. Inaccettabile, per delle Istituzioni che si lavano le mani da anni dei problemi, salvo utilizzare il manganello per riportare l’ordine e la disciplina.

È tempo di ripensare il sistema dell’accoglienza incardinandolo sui principi costituzionali di solidarietà e di uguaglianza. La risposta del governo invece è quella di riproporre un sistema fallimentare come quello dei CIE, che non sono altro che carceri senza mura nelle quali segregare il problema e dimenticarlo.

Lorenzo Palandri Coordinatore Provinciale Giovani Comunisti/e Firenze

Andrea Ferroni Portavoce Nazionale Giovani Comunisti/e

14 gennaio 2017




Solidarietà agli studenti caricati a Firenze

Segreteria provinciale PRC Firenze, 07 ottobre 2016

Nonostante il maltempo centinaia di studenti sono scesi in piazza per difendere un diritto allo studio sempre più messo in discussione, nonostante i paradossali annunci di questo Governo sulla Buona Scuola.

Grave che vicino a piazza Duomo le forze dell’ordine abbiano caricato il corteo a freddo, nello stesso giorno in cui è previsto anche il presidio in solidarietà agli imputati del movimento fiorentino.Giornalisti e redazioni spesso ironizzano sulla ciclicità degli appuntamenti di piazza, potremmo dire la stessa cosa rispetto ad un impianto repressivo che aumenta inutilmente la tensione, criminalizzando ogni dissenso e rimuovendo ogni possibilità di partecipazione (laddove con questa parola intendiamo qualcosa di diverso dal televoto e dai social network).

La nostra solidarietà a chi non è rassegnato ad una pubblica istruzione sempre più debole. La lunga stagione di lotte che ci attende si caratterizza già in questa fase nel peggiore dei modi.




Solidarietà al Melograno e richiesta di incontro con la stampa locale

29 aprile 2016, approvato all’unanimità dal Comitato Politico Federale

Il Partito della Rifondazione Comunista, attraverso il Comitato Politico Federale riunitosi in data 29 aprile 2016, rafforza la solidarietà di tutta l’organizzazione all’Associazione Culturale Il Melograno.

È grave il modo in cui è stata criminalizzata una realtà che ha fatto della pace, della condivisione e della solidarietà le proprie caratteristiche principali.

Nella Firenze in cui cui viviamo tutto è trasformato in merce e calibrato sulla base delle esigenze del profitto, ogni spazio culturale e di aggregazione è messo da parte per favorire attività riservate solo a chi può pagare (caro): per questo esperienze di aggregazione come quella de Il Melograno sono preziose, da valorizzare.

Chi costruisce e vive spazi di resistenza urbana avrà sempre la nostra solidarietà.

Con l’occasione invitiamo anche le redazioni locali dei quotidiani che si sono occupati della vicenda a incontrare l’Associazione e la Segreteria del nostro partito, al fine di chiarire le modalità (certamente poco deontologiche e professionali) con cui alcuni alcuni articolo sono stati scritti.

Al contempo tutte le compagne e i compagni sono invitati a partecipare alla cena sociale che si tiene tutti i mercoledì sera nella realtà del Melograno.

melograno2