Priorità alla Scuola, ieri e domani

Ieri eravamo in piazza al fianco del movimento Priorità alla Scuola, sceso in 60 città di tutta Italia.

Chi ci Governa ha scelto di ignorare i bisogni e i diritti delle persone, preferendo tutelare il profitto di pochi, ignorando completamente quelle che sono le indicazioni contenute nella nostra Costituzione.

Le linee guide che si prospettano per settembre vanno in una direzione sbagliata, opposta a quelle che sono le richieste dei nuclei familiari, delle organizzazioni sindacali e di tutte quelle realtà politiche che sono consapevoli dell’importanza di difendere la scuola pubblica!






L’antifascismo non si reprime!

Rifondazione Comunista di Firenze si unisce al coro che esprime solidarietà alle 15 persone condannate per la manifestazione antifascista del 2013.

La Cassazione si è espressa negando l’ammissibilità del ricorso, confermando così le condanne e intestando agli imputati il pagamento di un’ammenda che ammonta a 3000 euro ciascuno.

Nel corso degli anni in molti e molte siamo scesi per le strade di Firenze per affermare con forza il carattere antifascista della nostra città, per ribadire che chi non si riconosce nei valori alla base della democrazia non può avere legittimità politica.



Nel 2013 la manifestazione in questione era stata convocata in seguito all’ennesima aggressione compiuta da persone vicine a Casapound ai danni di due minorenni.

Nonostante siano passati molti anni, si continua a condannare nei tribunali chi manifesta difendendo i valori dell’antifascismo. A chi è stato colpito da questa inaccettabile repressione va tutta la nostra solidarietà e vicinanza.

Aderiamo quindi convintamente all’appello lanciato da Firenze Antifascista e non mancheremo a qualsiasi iniziativa di solidarietà verrà organizzata!




Priorità alla scuola! L’adesione e il sostegno di Rifondazione

Giovedì 25 giugno 2020, a Firenze come in altre 59 città, si scenderà in piazza per chiedere la riapertura delle scuole in presenza, a tempo pieno, per tutte le studentesse e tutti gli studenti.

È evidente, dopo settimane di stato di emergenza, quanto i bisogni delle persone e i servizi siano ritenuti secondari, rispetto alle logiche del profitto di pochi.

Riportiamo il comunicato con cui il Comitato “Priorità alla scuola” ha lanciato l’appuntamento, chiedendo a tutte le compagne e i compagni di essere in piazza, con le nostre bandiere, alle 18.00, di fronte alla Biblioteca Nazionale.



La conferenza stampa si è tenuta in Palazzo Vecchio, grazie all’impegno del gruppo consiliare Sinistra Progetto Comune.


Scuola. Comitato “Priorità alla scuola”: il 15 giugno manifestazione in 60 città per chiedere la riapertura delle scuole in presenza a tempo pieno per tutti gli studenti.

Aderiscono alla manifestazione 48 organizzazioni nazionali del mondo della scuola: sindacati, associazioni di docenti, di genitori e di studenti.


A Palazzo Vecchio, presso la Sala Macconi, si è svolta la conferenza stampa di presentazione della manifestazione nazionale sulla scuola, indetta dal comitato “Priorità alla Scuola”, che si svolgerà giovedì 25 giugno in 60 città italiane per chiedere la riapertura delle scuole in presenza e in sicurezza di tutte le scuole, dai nidi alle università, a tempo pieno. Durante la conferenza stampa sono intervenuti Costanza Margiotta e Filippo Benfante, membri del coordinamento nazionale del Comitato Priorità, e Clementina Addorisio, docente.

“Da più di tre mesi – ha dichiarato Costanza Margiotta – chiediamo la riapertura della scuola a settembre in presenza e in sicurezza. Ora finalmente sappiamo che la scuola riaprirà il 14 settembre, ma non conosciamo ancora le modalità. Ora inizia il countdown: tra 70 giorni ricomincia l’anno scolastico e per questo motivo il nostro grido in piazza sarà “Ora o mai più: spazio per la scuola, spazio alla scuola”. Ci teniamo a ricordare che il 18 aprile abbiamo scritto una lettera alla ministra Lucia Azzolina, alla quale non ha mai risposto. Anche dopo la manifestazione del 23 maggio in 19 città dal Governo non è giunto alcun segnale. Il 4 giugno – ha proseguito – la ministra Azzolina ha convocato sindacati, associazioni di genitori e studenti a partecipare a un incontro sulla scuola, purtroppo il comitato “Priorità alla scuola” non è stato invitato. Molte delle organizzazioni che hanno partecipato a quel tavolo hanno aderito alla nostra manifestazione del 25 giugno, che si svolgerà in 60 città, il triplo rispetto alle 19 città dove si è svolta la prima mobilitazione indetta dal comitato lo scorso 23 maggio. Siamo molto soddisfatti – ha concluso Costanza Margiotta – che 48 organizzazioni legate al mondo dell’educazione dell’istruzione, dal nido all’università, aderiscano alla nostra manifestazione”.

“Chiediamo di mettere la Scuola Pubblica al centro dell’agenda politica – ha dichiarato Filippo Benfante – una Scuola intesa non solo come luogo dove si impara e si studia, ma come luogo di socializzazione, di sviluppo delle relazioni e dell’autonomia, della convivenza, del confronto e della condivisione con altri in uno spazio pubblico, di cui si è allo stesso tempo fruitori e custodi. Senza scuola, non c’è politica, non c’è giustizia, non c’è uguaglianza, non c’è crescita – né umana, né economica. Basta – ha concluso Benfante – con la retorica della cultura e del patrimonio in un Paese dove ha riaperto tutto tranne scuole, biblioteche e archivi”.

“La didattica è relazione – ha spiegato la docente Clementina Addorisio – e non è possibile pensare alla scuola, all’università, ai luoghi dove nasce, si coltiva e si consuma cultura come a luoghi privi di relazioni umane. Qui bambini, alunni, e studenti sviluppano le proprie capacità critiche che nascono solo da un continuo confronto e dai continui stimoli che solo la scuola “dal vivo” ti consente di avere. La didattica a distanza – ha concluso Addorisio – è stata uno strumento di emergenza e tale deve rimanere per il bene delle nuove generazioni, che sono il futuro del nostro Paese”.

Le richieste del Comitato “Priorità alla Scuola” avanzate al Governo:

– risorse straordinarie;

– personale docente e Ata adeguato alle esigenze della scuola;

– assunzione dei docenti precari dalle graduatorie provinciali; 

– maggiore numero di spazi per tutte le scuole di ogni ordine e grado; 

– investimenti strutturali per l’edilizia scolastica;

– prevenzione sanitaria nelle scuole.

Inoltre, il Comitato respinge tutti i tentativi di smantellamento della Scuola Pubblica, che provocherebbe una grave regressione culturale e sociale del Paese. Perciò rifiuta ogni ipotesi di:

– riduzione del tempo scuola 

– esternalizzazione di servizi educativi per completare il tempo scuola che causerebbe un aumento del lavoro precario; 

– riduzione delle ore didattiche da 60 a 40 minuti; 

– Didattica A Distanza come parte strutturale dell’orario scolastico.

Il 25 giugno le manifestazioni si svolgeranno in contemporanea in 60 città:

Firenze, Roma, Milano, Faenza, Trento, Ravenna, Genova, Reggio Emilia, Pisa, Livorno, Pontedera, Perugia, Cremona, Lucca, Ancona – Civitanova Marche, Parma, Vicenza, Arezzo, Pistoia, Torino, Padova, Ferrara, Napoli, Collegno (Torino), Vercelli, Brescia, Verona, Prato, Matera, Taranto, Aosta, Bologna, Forlì, Sassari, Sanremo, Potenza, Torre Pellice (Torino), Imola, Palermo, Terni, Cuneo, Cesena, Cosenza, Mantova, Caserta (in piazza venerdì), Benevento, Massa Carrara, Modena, Mondoví (Cuneo), Aci Castello (Catania), Pescara, Catania, Siracusa, Sacile (Pordenone), Salerno, Varese, Pavia, La Spezia, Messina, Ragusa, Frosinone.

Aderiscono alla manifestazione: 

Scuola e bambini nell’emergenza Covid-19, CNPS Coordinamento Nazionale Precari Scuola, La scuola a scuola, Rete Bessa, Apriti Scuola,Cinnica, NO DAD – Settembre in aula, Cattive Ragazze, Ni.Na.Nda, ACTION AID, Teachers for future Italia, Coordinamento Dei Collettivi Studenteschi, Lavoratori Autoconvocati della scuola, Diritto alla Scuola, Scuola Costituente, Comitato bolognese Scuola e Costituzione, Tavolo per l’Educazione Popolare, Mamme di Merda, Scuola Mondo San Giuliano Terme, Priorità all’Università, Gruppo scuola di Archivia, Non Una di Meno Genova, Non Una di Meno Perugia, Non Una di Meno Pisa, Non Una di Meno Livorno , MCE (Movimento di Cooperazione Educativa), Assemblea autoconvocata delle lavoratrici e dei lavoratori del sociale, CIDI (Centro di Iniziativa Democratica degli Insegnanti)COBAS SCUOLA, CIB UNICOBAS, FLC CGIL, USB, Euronomade, Centro di Gravità, Casa Internazionale delle Donne di Roma, Associazione Per la sinistra, per un’altra Europa, Comitato Popolare di Difesa Beni Pubblici e Comuni “Stefano Rodotà”, Le Contemporanee, co2 crisis opportunity onlus, Monitor Napoli, Fronte della gioventù comunista, Studenti Di Sinistra, Unione degli studenti, Coordinamento genitori democratici, Rete degli Studenti Medi, Gruppo Comma 255 Mamme Caregivers, Coordinamento AEC assistenti educativi Culturali.

A Firenze aderiscono anche: Rete Dei Collettivi Fiorentini, Biblioprecari Firenze, Krisis – Collettivo di Studi Umanistici e della Formazione, Collettivo Politico Scienze Politiche Firenze, Confesercenti Firenze, Potere al popolo, CPA Firenze Sud, Firenze Città Aperta, Non dimentichiamoci dei bambini e delle bambine; Sinistra Progetto Comune; Rifondazione Comunista Firenze.

Facebook  https://www.facebook.com/prioritaallascuola/

Hashtag    #PrioritaAllaScuola




Se un pezzo di carta vi pare poco, cosa direte del manganello?

La Federazione di Firenze sottoscrive ovviamente il comunicato della Giovanile, anche perché coinvolta nella sua stesura.


Oggi si svolge a Firenze, davanti alla Prefettura, il presidio di solidarietà nei confronti dei migranti vittima del tragico incendio dell’ex-Aiazzone occupato, che è costato la vita ad un uomo. A fronte dell’emergenza abitativa di circa 80 persone, molte delle quali formalmente accolte dallo Stato come rifugiati politici (è stato il caso di Alì Muse, morto per cercare di salvare i preziosi documenti), la Questura ha deciso di rispondere con le cariche al corteo pacifico che sfilava davanti alla Prefettura, mentre era in corso la riunione del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica che dovrebbe tirare fuori dal cappello una soluzione.

Riunione che si svolge a porte chiuse, senza il coinvolgimento di nessun rappresentante di quegli stessi uomini, donne e bambini abbandonati dalle Istituzioni per un anno e mezzo e che si ritrovano ora in mezzo alla strada.

Ancora una volta il “sistema dell’accoglienza” svela il suo volto feroce: carità pelosa per i miserabili e repressione sistematica per quelli che non si allineano.

Ma questo è inaccettabile. Inaccettabile, per una Repubblica la cui Costituzione richiama alla solidarietà e all’impegno umanitario. Inaccettabile, per una città che ha fatto fronte alle catastrofi, come l’Alluvione del 1966, con la solidarietà attiva della sua popolazione. Inaccettabile, per delle Istituzioni che si lavano le mani da anni dei problemi, salvo utilizzare il manganello per riportare l’ordine e la disciplina.

È tempo di ripensare il sistema dell’accoglienza incardinandolo sui principi costituzionali di solidarietà e di uguaglianza. La risposta del governo invece è quella di riproporre un sistema fallimentare come quello dei CIE, che non sono altro che carceri senza mura nelle quali segregare il problema e dimenticarlo.

Lorenzo Palandri Coordinatore Provinciale Giovani Comunisti/e Firenze

Andrea Ferroni Portavoce Nazionale Giovani Comunisti/e

14 gennaio 2017




In piazza dei Ciompi contro il CETA ed il TTIP, sabato 21.01.2017

La sconfitta di Berlusconi non è avvenuta da sinistra, con la nascita del Governo “tecnico” (e di “larghe intese”) di Monti. Analogamente la vittoria di Trump negli Stati Uniti è una smentita delle promesse della globalizzazione da salutare con preoccupazione, nonostante la nostra ferma opposizione anche alle politiche di Obama e della Clinton. 

L’indebolimento del percorso del TTIP è però certamente frutto anche di un importante fronte di opposizione che ha mobilitato forze sindacali e movimenti sociali da entrambe le sponde dell’Atlantico, dando forza a quelle realtà come la nostra, che da sempre si oppongono a un sistema di sfruttamento a vantaggio di pochi.
Un altro trattato transnazionale è il CETA (tra Unione Europea e Canada).
Per il 21 gennaio è convocata una giornata di mobilitazione a favore di una corretta informazione su questi temi, oltre che per la costruzione di una solidarietà internazionale in grado di proporre una società dove i popoli convivono in pace e non in concorrenza tra loro, dove il modello di sviluppo è sostenibile e in grado di sanare i conflitti tra capitale e lavoro, tra capitale e ambiente, tra profitto di pochi e diritti di tutti.
Nell’allegare il volantino che sarà distribuito sabato, diamo la nostra adesione al presidio e ci diamo appuntamento per il 21 gennaio, alle 16.00, in piazza dei Ciompi.