Sull’arresto dell’Imam Mohamed Shahin: nostra osservazione e commento del FPLP.
Qualche giorno fa è stato arrestato l’Imam di Torino, Mohamed Shahin nel corso di un’inchiesta partita da “una frase detta dallo stesso Imam durante una manifestazione per Gaza”. Con l’Imam torinese sono state poste in stato di fermo e denunciate altre nove persone: per tutti l’accusa di aver raccolto fondi per la popolazione palestinese, fondi una cui parte andava, secondo gli inquirenti, a finanziare direttamente Hamas, organizzazione che gli Stati Uniti d’America hanno etichettato come terroristica.
Non possiamo, immediatamente, non spendere due parole per cercare di capire il senso del termine “organizzazione terroristica”, categoria magica delle amministrazioni americane oramai dal 2001 in poi….
Se, infatti, il termine “terrorista” evoca chi diffonde terrore indiscriminatamente, per fini propri, evidentemente la semiotica del termine deve aver subìto evoluzioni: per noi italiani, infatti, terrorismo evoca lo stragismo neo-fascista ( per intenderci, quello dal quale la compagine attuale di governo non ha mai preso le distanze, anzi…. qualche ex-nar siede nei banchi dei sottosegretari di governo…), per l’amministrazione USA evoca il governo venezuelano eletto con elezioni regolari ( a detta degli osservatori internazionali che le hanno supervisionate), come lo stesso Trump con un X ha dichiarato in pubblica agorà. E che dire del “terrorista a tempo”? Come definireste, infatti, la vicenda Al Sharaa, attuale democratico presidente della Siria! Egli, infatti, proviene da quella strana palestra/prigione che è stata il carcere di Abu Ghraiib in Iraq dove era rinchiuso, in quanto jiahdista, assieme all’all’ora più noto Al Baghdadi, il Califfo! Ieri terrorista tagliagola, oggi rispettabile presidente democratico…. E nel mezzo? A voi la semplice risposta.
Che la magistratura italiana abbia avuto contezza della pericolosità di questa persona, Shahin, attraverso l’analisi di frasi dette durante le imponenti manifestazioni che si sono svolte in tutto il territorio nazionale per manifestare lo schifo, più che lo sdegno, contro il barbaro e cinico massacro messo in atto dall’esercito sionista contro la popolazione civile di Gaza, resta una versione ufficiale. Il Punto è che un uccellino bianco con la stella di davide si sia messo a cinguettare nelle stanze della magistratura nazionale, un uccellino di nome Mossad. E sulla base di una spiata/richiesta di una agenzia straniera, non si è messo tempo al tempo e ci si è lanciati nella pugna: colpire la rete di fiancheggiamento di Hamas in Italia. Operazione che, quanto meno, distoglie tanto dalle purghe introdotte nella legge di Bilancio 2025 licenziata in questi giorni dal Governo, tanto dalla carneficina stessa che i democratici, umani e con i conti-a-posto sionisti continuano a perpetrare contro un’indifesa ( oggi più che ieri) popolazione gazaoui.
Anche noi, tanto come Partito quanto a livello di singoli militanti, ci siamo adoperati e ci adopreremo per fare raccolte di fondi per la Palestina, fondi che non possono essere erogati direttamente a nomi o a conti correnti palestinesi, in quanto gli odiosi israeliani esercitano un filtro di controllo su tutti i movimenti economici che riguardano la Palestina stessa: del resto, vuoi che gli schiavi sub-umani abbiano un libero conto corrente in propria disponibilità? Inoltre, i ladri sionisti, prelevano circa il 30% su ogni movimento, cosa che obbliga colui che raccoglie dei fondi nei nostri Paesi, a destinare le somme a nomi di persone, spesso italiane o comunque europee, che abbiano una base in Giordania o Libano, e da li cercare di far arrivare le cifre ai bisognosi.
Ma torniamo ad Hamas: cosa vuol dire finanziare Hamas? Hamas sicuramente detiene armi e munizioni: al di la dello schieramento, oggi siamo in un sistema così coatto ed ipocrita che si deve dire che un popolo che si difende in armi è terrorista? ( ricordiamoci cosa diceva Andreotti in parlamento, negli anni ’70 ’80). Un popolo oppresso e discriminato da quasi 125 anni in casa sua? Non devono usare violenza perchè coloro che la subirebbero sono bianchi, religiosi, liberisti e reazionari? E’ così che funziona adesso il mondo? Gli Ucraini, provocatori dal 2010 ed armati dalla NATO, sono eroi; i palestinesi, oppressi e discriminati dal 1900 in Palestina e con un armamento non certamente paragonabile a quello NATO, come invece è quello di Israele, sono terroristi.
Ma Hamas non sono solo kalashnikov o mortai o granate: Hamas è anche la rete di sostegno alle famiglie cadute in guerra contro l’oppressore, è anche supporto a strutture complesse come ospedali, acquedotti, siti produttivi e università…. e tutto ciò necessita di soldi, tanti soldi. Ma figuriamoci… Hamas è il terrore….
Pubblichiamo, a seguire, il comunicato che il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina ha emesso in seguito a quest’ondata il cui scopo è di reprimere e criminalizzare la lotta di liberazione della Palestina: tutto secondo i piani. Del Mossad.
La Redazione
Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina
Comunicato stampa sugli arresti in Italia
La solidarietà con il nostro popolo non è terrorismo, e la repressione degli attivisti in Italia è un palese allineamento con la guerra di sterminio sionista
Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina condanna con la massima fermezza la frenetica campagna repressiva condotta dalle autorità italiane all’alba di sabato, che ha preso di mira nove attivisti e quadri impegnati nella difesa della causa palestinese. Tale campagna ha incluso perquisizioni delle sedi di associazioni di solidarietà e il sequestro di beni e risorse finanziarie con il pretesto infondato del “finanziamento del terrorismo”.
Il Fronte ritiene che questa linea repressiva adottata dal governo di Giorgia Meloni rappresenti un palese allineamento con la guerra di sterminio sionista e una prova definitiva della totale subordinazione di Roma alle imposizioni dell’intelligence sionista.
Affermiamo che l’arresto degli attivisti solidali, basato su informazioni fornite dagli apparati di sicurezza sionisti, costituisce una grave violazione della sovranità italiana e la trasformazione della magistratura in uno strumento esecutivo al servizio dell’agenda dei criminali di guerra Netanyahu e Katz.
I tentativi di criminalizzare il lavoro umanitario e solidale e di classificarlo come “finanziamento di organizzazioni politiche” non sono altro che un’estensione della politica di affamare il nostro popolo, prosciugare le fonti di sostegno morale e materiale e intimidire i movimenti popolari in Europa per dissuaderli dal denunciare i crimini sionisti.
Il Fronte rinnova la sua affermazione che la resistenza all’occupazione, in tutte le sue forme, è un diritto legittimo garantito dalle leggi e convenzioni internazionali, respingendo i tentativi del governo italiano e dell’Unione Europea di capovolgere i fatti etichettando la resistenza come “terrorismo”, mentre il vero terrorismo è quello praticato dall’esercito nemico attraverso massacri quotidiani con il sostegno e l’armamento americano e occidentale.
Invitiamo le comunità palestinesi e le forze progressiste in Europa a lanciare la più ampia campagna di solidarietà e ad intensificare l’azione popolare e legale per fare pressione sul governo italiano affinché rilasci gli attivisti e ponga fine a queste politiche schierate a favore dell’occupazione.
Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina
Dipartimento Centrale dei Media
29 dicembre 2025