Come Partito della Rifondazione Comunista di Firenze esprimiamo la nostra piena solidarietà a Simone Vivoli, colpito da un licenziamento che appare gravissimo non solo sul piano umano e lavorativo, ma anche sul piano democratico e sindacale.
Un provvedimento di questo tipo, che interviene contro un delegato impegnato nella difesa dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, non può essere considerato un semplice atto aziendale: è un segnale inquietante di compressione del conflitto sociale e della libertà sindacale.
Se le motivazioni richiamate riguardano l’attività svolta nell’ambito della rappresentanza dei lavoratori, siamo di fronte a un fatto che non può essere normalizzato. Difendere un ex collega, sostenere una vertenza, usare gli strumenti del confronto sindacale non può mai diventare il pretesto per colpire una persona e intimidire un’intera comunità di lavoro. Un’azienda che punisce chi esercita la rappresentanza indebolisce i diritti di tutte e tutti.
Chiediamo il ritiro immediato del licenziamento e il reintegro di Simone Vivoli.
Chiediamo inoltre che venga rispettata pienamente la libertà sindacale, senza ritorsioni né atti discriminatori contro chi si batte per la dignità del lavoro.
Siamo al fianco di Simone Vivoli, della sua organizzazione sindacale e di tutte le lavoratrici e i lavoratori che non intendono arretrare di fronte a questa scelta inaccettabile.
La solidarietà non è un gesto formale: è la risposta necessaria quando si tenta di colpire chi rappresenta i diritti collettivi.