Foibe e Regione Toscana: nessuna ambiguità rispetto al revisionismo

Segreteria Provinciale Partito della Rifondazione Comunista di Firenze, 24 aprile 2016

Il 20 aprile 2016 il Consiglio della Regione Toscana ha approvato all’unanimità un atto proposto da Donzelli di Fratelli d’Italia (poi significativamente emendato dal Partito Democratico) sulla Giornata del Ricordo. Nel comunicato ufficiale dell’Ente si legge testualmente che la Giunta si impegnerà a “promuovere iniziative istituzionali tese a valorizzare il Giorno del Ricordo, compresa l’organizzazione, con cadenza biennale, di un viaggio di studio per gli studenti toscani al Monumento Nazionale e della Foiba di Bassovizza”.

Sappiamo che i consiglieri di Sì – Toscana a Sinistra (lista di cui siamo parte) hanno preferito cercare di incidere nel merito della questione, ma non possiamo che prendere le distanze dalla valutazione politica finale. Diverse ragioni ci spingono a questa presa di posizione.

In primo luogo per quello che è il significato della ricorrenza. È infatti evidente come questa giornata, istituita nel 2009, sia un’operazione strumentale, finalizzata all’equiparazione di percorsi storici ritenuti incompatibili con il pensiero unico contemporaneo. Non a caso i più attivi sul tema delle foibe sono quelle forze politiche prive di pudore nel manifestare nostalgia per il ventennio fascista.

Riteniamo infatti che in un clima strumentalmente apatico come quello in cui viviamo, in cui anche esponenti del centro-sinistra (clamoroso fu il caso di Violante) chiedono la sostanziale equiparazione di partigiani e repubblichini, sia fondamentale ricordare la profonda differenza che separa chi scelse di salire in montagna, o comunque collaborare per la Liberazione, e chi invece si unì alle forze di Salò. È inaccettabile che in nome di una pace postuma si rimuovano le differenze, ideologiche e di azione, che caratterizzarono i protagonisti di quella storia.

In secondo luogo, riteniamo che l’accettazione di una proposta partita da Fratelli d’Italia porti a gravi errori di valutazione storica. È infatti risaputo, come conferma anche la documentazione, che quello della Foiba di Bassovizza non è altro che un falso storico montato ad arte, dal momento che in quel caso specifico non si verificarono episodi di infoibamento. Inoltre, la storia non ha alcun senso se isola singoli episodi dal loro contesto: l’analisi dei fatti necessita di riconoscere il razzismo degli italiani rispetto alle popolazioni slave già prima dell’ascesa di Mussolini. Anni di sfruttamento, imposizioni e discriminazioni razziali che spianarono la strada alla barbarie fascista. La creazione di una consapevolezza comune della storia deve basarsi sullo studio e l’analisi di quelli che furono i fatti: è impensabile che anche a sinistra si accetti di scendere sul piano di chi, in nome di una rivalsa storica mai avvenuta, fa della menzogna la propria arma principale.

Pur restando fermi sulla nostra posizione, non ci sfuggono le diffidenze mostrate nel suo intervento dal Consigliere Sarti. Accogliamo come una buona notizia la volontà del gruppo consiliare Sì – Toscana a Sinistra di presentare una mozione sul tema, per chiarire ogni possibile equivoco.

Riteniamo che, in una situazione di confusione intellettuale e culturale come quella in cui viviamo, le prese di posizione debbano essere nette e precise. È anche per la convinzione dell’importanza dello studio e dell’approfondimento che come Partito della Rifondazione Comunista abbiamo intrapreso un ciclo di studi sulle tematiche internazionali che ci porterà ad analizzare, a maggio, la situazione dei Balcani. La storia ci ha dato ragione e, forti dei fatti, non dobbiamo temere le nostre posizioni, anche prendendo le distanze da quel Partito Democratico che ritiene di doversi scusare del ruolo che hanno avuto le comuniste ed i comunisti nella guerra al fascismo.

Striscione-antifascista-GC

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