Presidio per dire NO al piano Trump in Palestina

Il piano Trump prevede:
– Gerusalemme indivisa ed eterna capitale dello stato d’Israele;
– l’annessione  immediata  da  parte  di  Israele  della  maggioranza  delle colonie nella Cisgiordania occupata;
– la moschea di Al Aqsa in Gerusalemme proprietà dello Stato ebraico in
cui i musulmani potranno  andare a pregare  solo  col permesso  delle autorità israeliane;
– uno stato palestinese sul 11% della Palestina storica e diviso in bantustan (piccoli territori chiusi) con i confini, terrestri, marittimi e aerei, in mano allo stato d’Israele;
– nessuna sovranità né esercito per lo stato palestinese;
– il riconoscimento di Israele come uno “stato ebraico”;
– lo smantellamento “completo” di Hamas;
– nessun diritto al ritorno per i rifugiati palestinesi che potranno decidere se vivere, ancora sottomessi, nel futuro Stato palestinese, integrarsi nei Paesi in cui già risiedono o stabilirsi in un Paese terzo;
– nessuna contiguità fisica tra la Cisgiordania e la Striscia di Gaza, che dovrebbero essere collegate attraverso un tunnel lungo circa 80 km;Il Piano degli Stati Uniti nega i diritti fondamentali ai palestinesi e riduce le prospettive di una soluzione giusta e duratura. Israele deve immediatamente mettere fine ad ogni forma di attività di colonizzazione ed invertire il processo di annessione de facto dei Territori Palestinesi, adesso autorizzati dal Piano degli Stati Uniti.
L’annessione di parti della Cisgiordania aggraverebbe ulteriormente il rischio  di trasferimento forzato di famiglie e comunità palestinesi e porterebbe al peggioramento delle condizioni di vita delle popolazioni coinvolte. L’annessione del Territorio Palestinese prevista dal Piano degli Stati Uniti nega la realizzazione del diritto del popolo palestinese all’autodeterminazione, condannandolo a uno stato permanente di discriminazione e dipendenza.
Sotto l’occupazione militare israeliana, i palestinesi in Cisgiordania e a Gaza si vedono negati diritti e libertà fondamentali: libertà di movimento e di accesso a beni e servizi essenziali, tra cui assistenza sanitaria, acqua, servizi igienici, sicurezza alimentare, lavoro e sviluppo economico.
La crescente violenza dell’esercito e dei coloni limita il diritto fondamentale dei bambini palestinesi all’accesso sicuro ad un’istruzione di qualità.
Inoltre, nell’ultimo anno, un numero record di palestinesi è stato evacuato con la forza dalla propria casa, come conseguenza dell’espansione delle colonie israeliane a Gerusalemme Est e nell’Area C della Cisgiordania. La messa in atto del Piano degli Stati Uniti accelererebbe questo trend.

DICIAMO NO AL PIANO TRUMP!! CHIEDIAMO:

– il rispetto dei principi del diritto internazionale e l’applicazione delle innumerevoli Risoluzioni dell’Onu che condannano le politiche di oppressione di Israele;
– la fine dell’occupazione sionista di tutta la Palestina, con Gerusalemme capitale;
– l’applicazione dell’inalienabile diritto, collettivo e individuale, dei profughi palestinesi al ritorno alla propria terra, contro ogni soluzione politica che contempli la liquidazione di tale diritto, e il risarcimento per i danni subiti;
– la fine dell’embargo imposto contro il popolo palestinese nella Striscia di Gaza;
– il diritto del popolo palestinese all’autodeterminazione;
– la libertà di tutti i prigionieri e le prigioniere palestinesi nelle carceri israeliane;
– il boicottaggio e l’isolamento di Israele, contro il processo di normalizzazione politica e culturale da parte di istituzioni e stati, arabi e non;
– la fine degli accordi di cooperazione militare e dei rapporti economici e di scambio tra Italia e Israele, in osservanza degli accordi internazionali e delle regole UE che vietano il sostegno economico e militare in caso di violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale.

Firenze per la Palestina

Associazione di Amicizia Italo-Palestinese onlus

via B. Latini, 53 – 50133 – Firenze
c.f. 94117120488