Diritto alla casa: una priorità toscana e fiorentina

Valentina Adduci, candidata per il Collegio di Firenze 1, con Toscana a Sinistra, per Tommaso Fattori Presidente

#toscanaSIcura, #valentinaadduci, #toscanaasinistra


Cosa serve alla Regione e alla Città:

  • Un nuovo piano di investimenti per aumentare gli alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica, che recuperi il già edificato, senza ulteriore consumo del territorio. Ci sono troppi edifici e immobili vuoti che possono essere velocemente adattati a fini residenziali.
  • Abbassare le soglie di accesso al cosiddetto social housing, che tengono fuori larga parte delle lavoratrici e dei lavoratori in difficoltà.
  • Un piano per alloggi dedicati a chi si trova a Firenze per lavoro o per studio.
  • Adeguati collegamenti tra i diversi territori comunali, frequenti e con orari che permettano a tutte e tutti di poterne usufruire.
  • Una modifica della legge regionale per poter arginare la trasformazione degli immobili residenziali fiorentini in strutture turistico-ricettive.
  • Un’indicazione precise sulle trasformazioni urbanistiche previste sul territorio toscano.

L’emergenza abitativa è una realtà sempre più diffusa. A Firenze in modo particolare.

L’Edilizia Residenziale Pubblica ha a disposizione un numero insufficiente di abitazioni. Anche se fossero tutte aperte, la lista di attesa rimarrebbe lunga, con persone e famiglie abbandonate, in un territorio in cui si guarda principalmente all’affitto breve, per chi studia o per il turismo. Neanche il Covid-19 ha scalfito questo sistema, nonostante le dichiarazioni pubbliche…

Il tema non riguarda solo chi non ha un lavoro. Anche nuclei familiari con entrambi i genitori che percepiscono uno stipendio ma hanno figli arrivano a non potersi permettere di vivere… Per non parlare di chi un lavoro lo ha, ma è solo e si trova costretto alla convivenza con altre o altri.

La distinzione tra popolazione italiana e straniera è ridicola, per chiunque conosca la realtà. Vero è che mancano politiche di governo del territorio e di socialità. Chi ha nomi “stranieri” sui documenti si vede spesso oggetto di pregiudizi e ha ancora maggiori difficoltà, finendo costretto in dinamiche che vanno oltre la legalità.

Sappiamo quanto sono cari gli affitti nella nostra città? Sappiamo quanto costa anche solo affittare una stanza in un appartamento condiviso? Sappiamo che per avere un contratto regolare che tuteli anche il conduttore sono richieste una serie di garanzie che non tutti i contratti di lavoro assicurano?

Ecco….Se ancora non lo sappiamo è ora di aprire gli occhi! La possibilità di sistemarsi in un alloggio dignitoso e in maniera legale non è alla portata di tutte le persone che lavorano.

Chi ha un lavoro precario, una retribuzione bassa in busta paga, non riesce facilmente a trovare un appartamento o una stanza in affitto nella nostra città.

Tante persone hanno già deciso di abbandonare Firenze per i Comuni limitrofi e tante continueranno a farlo. Chi però può permettersi di spostarsi con i mezzi privati, perché le politiche abitative rendono caro ormai anche vivere in quei pochi territori ben collegati tra provincia e capoluogo… Per non parlare di alcune aree della Toscana di fatto irraggiungibili con i mezzi pubblici… E anche le zone ben collegate discriminano chi lavora nella ristorazione e finisce quando l’ultimo treno o l’ultimo autobus sono già partiti…

Del resto non si può stabilire quale delle due istanze sia prioritaria. …Il lavoro o la casa…..È come scervellarsi per capire se è nato prima l’uovo o la gallina….

Un lavoratore o una lavoratrice hanno assolutamente bisogno di riposare, di lavarsi, di lavare i propri vestiti o la divisa da lavoro (nei molti casi in cui questo obbligo non sia a carico del datore di lavoro)…. Hanno bisogno di tutto questo proprio per mantenerselo il lavoro.

Toscana a Sinistra in Regione Toscana, Sinistra Progetto Comune (e Firenze Riparte a Sinistra Prima) in Comune a Firenze hanno già fatto approvare piccoli miglioramenti, in lunghi confronti con una maggioranza di centrosinistra che spesso dimostra assenza di volontà o scarsa consapevolezza. Occorre far diventare il tema della casa centrale nella quotidianità del dibattito pubblico, anche oltre la campagna elettorale!

In conclusione servono soluzioni abitative per chi non può permettersi di rivolgersi al mercato privato, serve un nuovo piano di edilizia pubblica e la revisione della legge sugli alloggi popolari e servono anche soluzioni abitative specifiche per chi lavora, come per esempio alloggi dedicati, che invece negli ultimi anni hanno subito consistenti tagli.

È una questione di dignità.

image_pdfimage_print