Ancora sui buoni spesa

Rifondazione Comunista Firenze

La Federazione fiorentina del Partito della Rifondazione Comunista è impagnata, grazie al contributo delle sue e dei suoi militanti, all’interno della Rete Antisfratto Fiorentina. Condividiamo prendiamo parte alle iniziative e condividiamo con piacere questo comunicato


Non si è ancora conclusa la consegna dei buoni alimentari che si sono registrate due pronunce, la prima del Tribunale di Roma, la seconda del TAR dell’Aquila, che accolgono i primi ricorsi presentati da due cittadini esclusi dall’erogazione dei buoni alimentari perché senza il requisito della residenza.

Le motivazioni dei giudici confermano quello che noi abbiamo sempre sostenuto: in una situazione di emergenza come quella attuale che vede la quasi totalità della popolazione costretta a non uscire di casa e dunque a non avere reddito, ogni forma di sostegno deve necessariamente essere estesa a tutte le persone in difficoltà e non può essere negata solo perché qualcuno non soddisfa determinati requisiti quale quello della residenza o perché non può dimostrare di aver perso lavoro e reddito dopo una certa data.

Il problema al solito è che le risorse messe a disposizione dallo Stato per i Comuni che devono erogare queste misure sono pari a zero… i 400 milioni utilizzati per i buoni alimentari non sono risorse aggiuntive, ma sono una quota, peraltro esigua, del fondo di compensazione perequativo istituito col federalismo municipale. In pratica lo Stato ha solo autorizzato lo storno di voci di bilancio per l’erogazione dei buoni alimentari.

Altri Comuni, ad esempio Bologna, oltre alla quota di risorse ripartita dallo Stato (circa 2.000.000 come Firenze), ha aggiunto ulteriori 1.700.000 euro, elevando a 3.700.000 euro le risorse complessive per i buoni spesa

Lo stesso dovrebbe fare il Comune di Firenze perché ancora oggi ci sono famiglie che telefonano chiedono ancora di fare la domanda perché ancora speranzose di ottenere la risposta che il Comune ha promesso di dare!.

Non tutte le domande ricevute dal Comune di Firenze sono state invece soddisfatte; a queste si aggiungono le migliaia di domande rigettate e quelle non arrivate in tempo causa l’inesperienza delle persone nell’uso del computer o perché non sono riuscite a prendere la linea dei numeri dedicati.

Ancora più assurda ci sembra la divisione tra persone in stato di bisogno operata dal Comune di Firenze: quelle che possono certificare di aver perso il reddito per il Covid hanno avuto il buono spesa, mentre quelle che non possono certificare la riduzione di reddito causa covid , in particolare le famiglie già seguiti dai servizi sociali, hanno avuto solo dei pacchi alimentari di valore molto ridotto (queste sono le testimonianze ricevute dai beneficiari) e contengono solo alcuni dei beni di cui una famiglia ha quotidianamente bisogno.

In questo si è mantenuta una tradizione che qui a Firenze dura fin dal ‘400, da quando per aiutare la nobiltà decaduta senza ferirla nell’orgoglio, quindi non con la solita carità del pezzo di pane e della minestra riservata a chi povero era sempre stato, è stata fondata una congregazione, quella di S. Martino che aiuta questi nobili decaduti, i “poveri vergognosi”, in forma discreta e solo con elargizione di denaro contante per non offenderli.

Un altro problema lo hanno trovato i beneficiari dei buoni alimentari quando alle casse del supermercato hanno dovuto togliere dal carrello o pagare di tasca tutti quei beni non alimentari ma indispensabili per l’igiene, specie in tempi di coronavirus, sapone, detersivi, carta igienica….forse sul retro dei buoni, che altro non sono che i buoni pasto che si danno ai dipendenti, potevano stampigliare la vecchia filastrocca:

Chi col dito il cul si netta
tosto in bocca se lo metta
così tien presto pulito
carta, muro, culo e dito

Rete Antisfratto Fiorentina

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