A proposito di contributo affitti

Rifondazione Comunista Firenze

La Federazione fiorentina del Partito della Rifondazione Comunista è impegnata, grazie al contributo delle sue e dei suoi militanti, all’interno della Rete Antisfratto Fiorentina.

Sottoscrivendolo di fatto, condividiamo dunque questo volantino, che dà una precisa valutazione della situazione sul tema affitti e dei contributi insufficienti che vengono erogati con il bando che si chiude domani…


Il primo rilievo va fatto sull’esiguità delle risorse e sulla natura delle stesse.

Sono risorse regionali, anche in questo caso, sottolineiamo, non aggiuntive! Esse derivano dal vecchio fondo per la morosità incolpevole, ripartito tra i Comuni, destinandolo al contributo in affitto, per fronteggiare la “normale” emergenza abitativa.



Nella ripartizione di questo fondo tra i Comuni della Toscana il Comune di Firenze è stato fortemente penalizzato perché non è riuscito a spendere almeno il 25% dei fondi erogati negli anni precedenti e si è visto così azzerare la sua quota per il 2020 creando una forte sperequazione rispetto ai reali bisogni del territorio fiorentino rispetto agli altri Comuni.

Per fare un esempio: Livorno, con una popolazione nettamente inferiore, con affitti meno cari e con meno sfratti, ha avuto oltre 800.000 euro, mentre Firenze poco più di 1.000.000 di euro, assolutamente insufficienti per lo scopo che si prefigge la misura messa in atto.

L’insufficienza di queste risorse è facilmente dimostrabile: tenendo conto che per i valori degli affitti di Firenze ogni inquilino potrebbe ricevere al massimo 900 euro di contributo, con un milione di euro si possono soddisfare solo 1020 domande, ma ad oggi ne sono già arrivate negli uffici più del doppio. Ma nemmeno il gran numero di domande arrivate dà l’esatta dimensione del bisogno: i requisiti per partecipare penalizzano infatti una gran parte di quei nuclei che, pur non potendo pagare l’affitto, non potranno fare domanda perché non possiedono i requisiti previsti. Ancora una volta per affrontare un’emergenza eccezionale vengono applicati requisiti escludenti, requisiti che mirano solo a limitare l’accesso e non a verificare il reale bisogno.

Ma è proprio dalla natura delle risorse che emerge l’inconsistenza e la pericolosità della misura: lo stanziamento, del tutto insufficiente e per anni non aumentato , era già insufficiente a soddisfare i normali contributi affitto, con i quali molti inquilini riuscivano a stento a non incappare nella morosità, contributi che diminuiscono negli anni per poter aumentare il numero delle famiglie destinatarie del contributo! Con questo bando straordinario, estendendo la platea dei beneficiari, si erode una parte consistente di questi fondi.

Se non vengono aggiunte risorse nuove e consistenti, il vero rischio è che i contributi affitto per famiglia si ridurranno ulteriormente e non saranno in grado di prevenire la morosità.

Ancora più paradossale è la situazione di chi già percepiva il contributo affitto e. con l’attuale assenza di reddito, fa domanda anche per il contributo straordinario: i soldi che,avrà adesso gli saranno tolti dal contributo futuro…una vera cura omeopatica!

Il problema vero sono quindi le risorse per questa emergenza! Ma non solo: Firenze, come tutte le aree metropolitane, vive una emergenza abitativa ormai da diversi decenni. Le risorse, che in altri territori sono state sufficienti a calmierare il mercato, a Firenze si sono rivelate di fatto inutili…Il problema di Firenze è la voracità della rendita che viene alimentata dal forte bisogno abitativo non soddisfatto per l’assenza di significative risposte abitative pubbliche.

Le stesse dichiarazioni riportate sulla stampa sull’incontro tenuto ieri tra amministrazione comunale, sindacati degli inquilini e associazioni dei proprietari sulla possibilità di rinegoziazione degli affitti, a fronte di benefici per i proprietari, rischia di andare nel novero delle pie illusioni: il proprietario abbassa l’affitto in cambio di altro, solo se gli conviene, e il mercato è tutto fuorchè etico, perché la proposta del Comune nel ruolo di garante è una proposta già conosciuta da circa 20 anni e sempre fallita!

L’unica misura efficace sarebbe una riforma dell’ attuale legge sulle locazioni, la 431/98, che preveda vincoli sulla determinazione del canone per renderli compatibili con le retribuzioni dei lavoratori e l’ obbligo all’affitto per gli appartamenti tenuti vuoti della grande proprietà. Questi gli interventi sul mercato privato degli alloggi.

Sul versante dell’intervento pubblico, è necessario aumentare le risorse perché gli attuali strumenti sono del tutto insufficienti e non può certo bastare il loro spostamento, anticipazione o rinvio! Oltre ad assegnare subito tutti gli alloggi popolari tenuti vuoti (una vergogna!), occorre uno sforzo strategico straordinario per implementare il patrimonio di appartamenti di edilizia residenziale pubblica, una inversione a 360 gradi della politica di svendita e ridimensionamento portata avanti in tutti questi anni.

La crisi economica è pesante: già oggi si ipotizzano 10 milioni di persone in povertà o a rischio di povertà, uscirne richiederà tempo e sforzi. Il bisogno casa sarà tendenzialmente in aumento e alla povertà per mancanza di lavoro non deve sommarsi la perdita della casa. Questo non vuol dire costruire nuove case, cementificare ulteriore suolo e allontanare le famiglie verso periferie sempre più lontane, ma obbligare l’amministrazione pubblica a smettere di giocare al piccolo speculatore e ridestinare il patrimonio pubblico abbandonato da anni e compatibile con la residenza, ad alloggi di edilizia residenziale pubblica.

Negli strumenti da individuare per uscire dalla crisi economica, le amministrazioni locali devono contribuire con risorse proprie, ovvero, vista la penuria di denaro, mettendo a disposizione ciò che hanno in abbondanza: il patrimonio pubblico dismesso. E per la messa a norma degli alloggi, ai fini della loro consegna, occorre utilizzare quale via prioritaria – tutte le volte che é possibile – lo strumento dei lavori fatti dal locatario a scomputo dell’affitto. Questo sarebbe un modo significativo delle amministrazioni comunali di contribuire in positivo all’uscita dalla crisi economica per migliaia di persone e famiglie!

Nessuno deve rimanere indietro!

Rete Antisfratto Fiorentina