Sabato in piazza per un parco di tutte e tutti, contro il progetto del nuovo aeroporto

Saremo in piazza questo sabato al fianco di movimenti e comitati, per ribadire il nostro sostegno a una lotta di cui siamo parte dal primo momento, a sostegno di un’idea del territorio in cui si tutelano lavoro di qualità, salute e sostenibilità ambientale. Il progetto di nuovo aeroporto, lo abbiamo ricordato anche pochi giorni fa, è privo di senso, se non si ragiona in termini di profitti di poche aziende, sulla pelle della cittadinanza.



Non condividiamo la richiesta di non portare le bandiere delle organizzazioni che aderiscono, ma rispetteremo l’indicazione data dalla maggioranza di chi promuove e accompagneremo il corteo con il nostro striscione, invitando tutte e tutti a cercarlo nel momento del concentramento per percorrere insieme questo bel pomeriggio di lotta.

Il ritrovo per Rifondazione è alle 14.20 al Polo Scientifico di Sesto Fiorentino (dieci minuti prima dell’orario della manifestazione), in via dell’Osmannoro. Per arrivare con i mezzi pubblici le linee utili dell’Ataf sono 30 e 57.

Il percorso ha come punto di arrivo il protone del “passero di Botero” di viale Luder, passando per l’Osmannoro e via Pratese.

Qui sotto trovate lo striscione con cui saremo presenti!




Movimento di Lotta per la Casa: assemblea e manifestazione

di Manuela Ciriello, 24 gennaio 2017

24 gennaio 2017 ore 18.00: è stata indetta un’assemblea dal Movimento di Lotta per la Casa al Convitto dei Gesuiti, in via Spaventa, in funzione della manifestazione che si terrà Sabato 28 gennaio alle 16.00, con partenza da Piazza San Marco, per chiedere, per tutti, pari diritti e pari dignità.

Entriamo e la sala è ancora semi vuota, ci sono persone nei corridoi: parlano, si confrontano. Alcune di loro sono impegnate in delle interviste, altre a mettere a posto le stanze, con i loro pochi oggetti personali.

Ci sediamo e aspettiamo le 18.30. Apre l’assemblea Mohamed Ali, della Comunità somala: chiede diritti e dignità, che venga rispettato il suo stato di rifugiato. Spiega che non è venuto in Italia per combattere nessuno governo e nessun partito, ma per una casa ed una vita dignitosa, come tutti gli esseri umani del mondo.

Racconta di suo padre, Ministro della Giustizia che è stato ucciso, e di come dopo la sua morte è stato messo in manette e portato via, prima in Francia poi in Italia. Non ha scelto Mohamed di stare qui: l’Africa non è più un posto dove stare, il petrolio da fortuna si è tramutato in maledizione.

Mohamed parla di Nardella, del PD, dei politici che dicono che i migranti sono dei “furbetti” che vogliono solo fare come vogliono senza rispettare le regole. Sono stati accusati di aver rifiutato gli aiuti che offerti: non è vero che non vogliono essere divisi, hanno rifiutato la sistemazione temporanea per l’emergenza freddo perché tra tre mesi sarebbero di nuovo tutti per strada. Chiedono una sistemazione dignitosa che permetta loro di accedere a un lavoro, cercano un trattamento che sia dignitoso come quello che dovrebbe essere garantito, secondo il diritto internazionale, ai rifugiati. Se fossero “furbetti” come li accusano di essere, non starebbero in una struttura al freddo, senza acqua calda e con la luce che va e viene, dove la notte si dorme vestiti, con due giubbotti addosso altrimenti non resisti al freddo.

Il dibattito continua ed intervengono persone che sono state divise dalle famiglie: i figli con le madri e i padri non si sa dove sono stati messi, famiglie spezzate che lottano per avere una vita normale.

Ci sono gli studenti che incitano a non mollare a lottare tutti insieme perché in Italia non ci sono più diritti nemmeno per i giovani, contano solo privilegi delle banche. Ci raccontano come queste politiche siano dettate dal bisogno di “austerità” ma in realtà i soldi (anche da fondi europei) ci sono, solo che non vengono utilizzati per le politiche giuste per un sistema di accoglienza che rispetti i diritti di chi arriva nel nostro Paese. Sarebbe importante approfondire a denunciare un sistema di accoglienza che si basa sull’appalto a privati, che utilizzano questi fondi per aumentare i propri profitti a dismisura.

L’assemblea è molto ordinata, le persone intervengono con storie che non pensavi di poter sentire nelle organizzate e civili Firenze e Toscana. Ci si chiede che cosa ne sarà di queste persone.  Apprendo che il ragazzo somalo Ali Muse è morto perché è rientrato nel capannone per prendere i documenti per il ricongiungimento familiare: ha sei figli e sua moglie era all’ambasciata Italiana a Nairobi che aspettava per poter arrivare in Italia. Il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi ha chiesto che la donna. Gesto dovuto, certo, ma mi chiedo cosa sarà di lei, una volta che tutti i documenti saranno in regola: sappiamo di migliaia di rifugiati con documenti di protezione internazionale che però restano nelle ombre nella società.

Questa situazione deve essere risolta, smantellando il sistema attuale dalle radici: la legge Bossi Fini deve essere abolita e vanno riviste tutte le leggi sull’accoglienza, che hanno portato ad un sistema che approfitta della disperazione di chi viene a cercare un futuro da noi. Lo stato dovrebbe garantire loro una prospettiva di futuro, che di sicuro passa anche dalla modifica della legislazione sulla cittadinanza.

Vanno creati dei processi di integrazione per le persone che arrivano con lo status di rifugiato e quelle che sono considerate “migranti economici” (distinzione allucinante): lo sforzo fatto dall’associazionismo (Arci in primis) non è purtroppo sufficiente. È il momento di pensare a delle vere politiche di integrazione e di accoglienza, anche se da quanto ho appreso ieri , l’accoglienza non va ripensata, va creata in Italia.




Solidarietà agli studenti caricati a Firenze

Segreteria provinciale PRC Firenze, 07 ottobre 2016

Nonostante il maltempo centinaia di studenti sono scesi in piazza per difendere un diritto allo studio sempre più messo in discussione, nonostante i paradossali annunci di questo Governo sulla Buona Scuola.

Grave che vicino a piazza Duomo le forze dell’ordine abbiano caricato il corteo a freddo, nello stesso giorno in cui è previsto anche il presidio in solidarietà agli imputati del movimento fiorentino.Giornalisti e redazioni spesso ironizzano sulla ciclicità degli appuntamenti di piazza, potremmo dire la stessa cosa rispetto ad un impianto repressivo che aumenta inutilmente la tensione, criminalizzando ogni dissenso e rimuovendo ogni possibilità di partecipazione (laddove con questa parola intendiamo qualcosa di diverso dal televoto e dai social network).

La nostra solidarietà a chi non è rassegnato ad una pubblica istruzione sempre più debole. La lunga stagione di lotte che ci attende si caratterizza già in questa fase nel peggiore dei modi.




A Roma per fermare il TTIP: anche Firenze c’era

Una giornata importante quella di ieri: oltre trentamila persone sono scese in piazza a Roma per opporsi ai negoziati per l’approvazione del TTIP. E anche noi eravamo tra quelle.

I compagni di Rifondazione Comunista di Firenze hanno partecipato al corteo nazionale per ribadire il proprio impegno in una campagna iniziata da anni e che speriamo possa dare, come del resto avviene in altri paesi europei, i suoi frutti.

Nonostante le difficoltà (sia dovute alle tematiche che al totale oscuramento mediatico) che incontriamo nel sensibilizzare le persone sul tema, in molti ieri erano in piazza San Giovanni per ribadire che le persone vengono prima di qualsiasi merce o regola del mercato.

Il TTIP infatti, con la liberalizzazione completa che comporterà, non solo andrà ad incidere sugli standard produttivi che rendono la produzione italiana unica al mondo (alimentare, artigianale, moda, ecc..) ma travolgerà completamente tutte quelle regole, come quelle sulla sicurezza sul lavoro, che vengono viste come intralcio alla produzione.

Ringraziamo quindi tutti i compagni che hanno partecipato alla manifestazione, ricordando che la mobilitazione ancora non è finita.




In piazza per il lavoro e contro la repressione sociale

Segreteria Rifondazione Comunista Firenze

Dopo il corteo di sabato scorso, che ci ha riuniti per dire no alla guerra e all’influenza della Nato, anche il prossimo fine settimana ci vedrà in piazza con le nostre bandiere.

Due appuntamenti importanti sono infatti previsti per sabato 9 aprile. Innanzitutto, la manifestazione in solidarietà agli 86 imputati fiorentini. I numeri sono i seguenti: 86 imputati, 35 misure cautelari, 584 capi d’imputazione contestati, 71 anni e 9 mesi di carcere chiesti dall’accusa. Un’enorme manovra repressiva nei confronti delle lotte sociali degli ultimi anni nei confronti di chi, negli ultimi anni, ha manifestato contro la presenza di Daniela Santanché nei locali dell’Università di Firenze o contro le riforme dell’università, contro l’apertura di nuove sedi fasciste di CasaPound come contro il razzismo della Lega.

Avrebbe potuto esserci uno di noi tra gli imputati: è per questo che domani saremo parte del corteo che inizierà da Piazza Santa Maria Novella.

Sempre sabato 9 Aprile partij7nWela campagna di raccolta firme per la Carta dei Diritti Universali del lavoro e dei tre referendum promossi dalla CGIL.

Oramai da anni si succedono provvedimenti dei vari governi che hanno, di fatto, svuotato lo Statuto dei lavoratori, anche di quelle che erano le garanzie minime conquistate con grandi sacrifici e dure lotte nel corso degli anni ’60 e antecedenti, e che hanno introdotto tutta una serie di misure che espongono il lavoro e i lavoratori ai dettami del capitalismo e alle infauste scelte del liberismo, propagandato oggi non come una sventura ma come una realtà con cui confrontarsi e adeguarsi. Non è un caso infatti che il presidente della FCA goda di così tanto credito da far dire al Primo Ministro «Io penso che in questo paese abbia fatto più Marchionne, più alcuni imprenditori, che certi sindacalisti». Come non è un caso che in questo governo ci siano molti componenti provenienti o comunque legati a mondo di confindustria o imprenditoriale.

Tuttavia sappiamo bene che questa deriva parte da molto più lontano, ben prima di Renzi e del suo governo, anche se assistiamo oggi ad una escalation della destrutturazione del mercato del lavoro, attuata attraverso le varie “riforme” (che vanno dalla a cosiddetta “buona scuola” sino al Jobs Act e all’accettazione delle profonde e inique modifiche dell’articolo 18 introdotte dalla legge Fornero, senza dimenticare che il settore pubblico è in attesa di un rinnovo del contratto da sei anni).

Dalle numerose assemblee che si sono tenute nei luoghi di lavoro è emersa, finalmente, una voglia di guardare avanti e di abbandonare una politica di sola difesa e di avviare una stagione di rivendicazioni che rimetta al centro il lavoro e i lavoratori: non a caso assieme alla Carta dei lavoratori si propone anche un referendum sulle norme che regolano gli appalti, l’uso dei voucher e sulle modifiche dell’articolo 18. Si tratta non solo della necessità di abrogare queste norme ma anche di fare in modo che il reintegro sia un diritto di tutti e per tutti.

Come Partito della Rifondazione Comunista ci sentiamo come sempre in dovere non solo di essere a fianco dei lavoratori e di appoggiare le loro rivendicazioni, ma anche questa volta crediamo che la nostra organizzazione sia e debba essere uno strumento a disposizione della classe di riferimento.
Impegniamo quindi la federazione fiorentina nella buona riuscita della raccolta firme e di tutte le iniziative a questa collegate. Pensiamo infatti che questo non sia un percorso già tracciato ma che invece debba, a partire da qui, segnare il passo verso un rinnovato slancio rivendicativo e di contrasto alle politiche liberiste.

Vogliamo costruire un movimento vasto di risposta a chi vorrebbe un mondo del lavoro sempre più precario, debole e senza dignità: occorre riprendere con forza i temi del diritto, dalla maternità alle ferie, dagli ammortizzatori sociali al diritto a un giusto salario, dall’orario di lavoro sino al diritto alla pensione economicamente dignitosa e socialmente avanzata. Non è, infatti, assolutamente accettabile l’innalzamento dell’età pensionistica, prevista dalla riforma, sia per gli uomini che per le donne, assieme alla enormità di anni contributivi richiesti. Non è accettabile un mondo fatto di anziani costretti al lavoro e di un esercito di giovani precari o, peggio, disoccupati.

Anche per questo riteniamo che un nostro diretto impegno non possa essere messo in discussione, pur sapendo che queste iniziative sono solo l’inizio di una stagione di lotte e non il loro approdo. La poca attenzione o, per meglio dire, l’attacco che il governo sferra nei confronti del mondo sindacale ci porta ad essere ancora più vicini ed impegnati a difesa dei lavoratori e delle loro organizzazioni e nello stesso tempo ci impone, da comunisti, di essere critici là dove emergono incoerenze secondo una scelta di classe che noi abbiamo abbracciato.

Occorre costruire ora un momento di sostegno alle tante iniziative che abbiamo davanti, impegni che vanno dallo sciopero dei metalmeccanici del 20 aprile a quello del 6 maggio che coinvolgerà i settori di turismo, servizi, pulizie, farmacie e terme, sino alla manifestazione del 19 maggio per le pensioni in Piazza del Popolo.

Occorre costruire oggi un fronte non soltanto anti-Renziano ma contro le politiche liberiste da qualsiasi parte esse provengano.

Ce n’est qu’un début, continuons le combat.