Solidarietà ai lavoratori della Bagnolo Srls di Calenzano

Massimo Doni – Segretario circolo PRC Sesto Fiorentino – Calenzano
Roberto Travagli – Responsabile lavoro PRC Firenze

Questa mattina siamo stati a portare la nostra solidarietà ai 25 lavoratori della Bagnolo Srls di Calenzano. Dal 29 marzo, infatti, sono in presidio permanente davanti all’azienda per denunciare l’inammissibile trattamento ricevuto: di punto in bianco, a causa di presunte difficoltà economiche, ai lavoratori è stato “richiesto” di non presentarsi più a lavoro.



La Bagnolo Srls è una ditta di confezioni inserita nel settore del pronto moda che si occupa anche di stireria e che ha come dipendenti lavoratori provenienti da paesi diversi (Bangladesh, Afghanistan, Pakistan, Senegal). Questi lavoratori negli ultimi due mesi non hanno percepito alcuno stipendio.

La dirigenza, infatti, giustifica l’interruzione repentina delle attività con difficoltà economiche che però, come al solito, oramai da tempo ricadono esclusivamente su chi lavora.

Siamo stati davanti ai cancelli per portare la nostra solidarietà ai lavoratori (alcuni dei quali sono in sciopero della fame) e per confrontarci con loro: torneremo anche nei prossimi giorni per dare il nostro supporto nel tentativo di uscire da questa situazione scandalosa che non può risolversi, per l’ennesima volta, con una soluzione di comodo a scapito di chi lavora.




Da Zara alla Fiat, quello che conta sono i licenziamenti

Roberto Travagli, Responsabile Lavoro PRC Firenze, 25 febbraio 2019

La Federazione Fiorentina del Partito della Rifondazione Comunista esprime tutta la sua solidarietà e il proprio sostegno ai lavoratori della C.A.R. Fiat dell’Osmannoro che questa mattina hanno deciso di proclamare lo sciopero di 4 ore dopo che l’azienda ha deciso di confermare i 24 esuberi



Mercoledì 20 febbraio in un incontro le organizzazioni sindacali hanno chiesto il ritiro della procedura per attivare tutte le misure necessarie per scongiurare i licenziamenti, ma l’azienda ha tenuto un atteggiamento di totale chiusura. Davanti a questa scelta, che rischia di mettere l’attività in una posizione di svantaggio sul mercato, la Fiom e la Filcams Cgil di Firenze hanno proclamato 4 ore di sciopero per lunedì 25 febbraio dalle ore 9 alle ore 13.

L’azienda accampa come motivazione la mancanza di nuovi modelli di auto da immettere sul mercato da parte della Fiat, ma la motivazione è debole visto che si poteva intervenire in altri settori, come quello dell’usato e della manutenzione, oppure nel settore della camperistica, come proposto dal fronte sindacale ottenendo sempre un secco rifiuto. Tutto questo fa pensare che senza un piano di rilancio i licenziamenti siano solo l’anticamera della dismissione.

Pessime notizie anche dal tavolo che si é tenuto giovedì in Prefettura sulla vertenza Zara. Al tavolo hanno partecipato, oltre alla società Zara Italia, l’appaltatore DHL e il subappaltatore Consorzio UCSA. Presenti anche le istituzioni del Comune di Reggello e della Regione Toscana. Nessuna proposta che salvaguardi i 39 posti di lavoro è arrivata da parte datoriale, mentre Zara si è limitata a rivendicare la propria “libertà di impresa” e di fatto a confermare quanto stiamo affermando da settimane: non c’é nessuna “crisi” commerciale della società a motivare la chiusura del magazzino di Reggello. La chiusura arriva al termine di una vertenza che ha portato nel magazzino l’applicazione del contratto nazionale.  

Come sempre il Partito della Rifondazione Comunista si schiera dalla parte dei lavoratori e ne sostiene le giuste rivendicazioni, pronti a impegnare le nostre strutture a favore di ogni azione che i lavoratori riterranno necessaria per difendere e riaffermare i propri diritti.

Convinti che cambiare questo stato di cose è un dovere e che sempre di più si avverte la necessità di costruire oggi un fronte contro le politiche liberiste che premettono, quando non favoriscono, fatti come questi. 

In direzione ostinata e contraria.




L’autonomia della (e dalla) CGIL e la centralità del lavoro

L’autonomia della (e dalla) CGIL e la centralità del lavoro

Roberto Travagli, responsabile lavoro PRC Firenze, 04 dicembre 2018

Il 5 aprile 2018 sono cominciate le assemblee di categoria nei luoghi di lavoro, prima tappa del lungo percorso che porterà a chiudere, il 25 gennaio 2019, il XVIII congresso della CGIL.

Questo passaggio si articola in un periodo politicamente complicato per il nostro Paese: una crisi sociale diffusa, il collasso delle forze politiche della sinistra (in tutte le sue interpretazioni), i corpi intermedi sotto attacco, un abbrutimento culturale e morale – alimentato strumentalmente per ottenere facile capitale elettorale – che ha portato al governo formazioni apertamente in contrasto con i valori della Costituzione.

Siamo consapevoli di non poter prescindere dal confronto con una delle principali organizzazioni delle lavoratrici e dei lavoratori, nel rispetto della complessità caratterizzante una realtà eterogenea e diffusa. L’autonomia sindacale è un valore fondamentale, ma è chiaro l’interesse per il dibattito congressuale in corso e per i suoi esiti.
Gli attacchi ripetuti allo Statuto dei Lavoratori, l’abrogazione dell’articolo 18 e il Jobs Act sono solo alcuni degli elementi che rendono importante la proposta della Carta dei Diritti Universali del Lavoro, una base di discussione importante proprio perché presenta margini di miglioramento. L’obiettivo comune su cui costruire convergenze nella società e nelle realtà lavorative è il ripristino di condizioni minime di dignità, adeguate ai mutamenti economici e produttivi del nuovo millennio.
Rifondazione Comunista non ha mancato di criticare e prendere posizione contro le scelte della CGIL, nel corso degli anni. Crediamo importante la reciproca autonomia, purché basata però sul confronto aperto, franco e trasparente. Perché le condizioni siano positive è necessario un rafforzamento democratico e partecipativo delle varie organizzazioni, compresa la CGIL.
Le compagne e i compagni iscritti a entrambe le realtà (PRC e CGIL) della Federazione di Firenze, riunitisi lunedì 3 dicembre, si sono confrontati sulla fase attraversata e confidano che si possano sviluppare momenti di dialogo aperti e di merito, capaci di unire quello che il capitale divide.
Il lavoro è al centro della questione comunista e molto deve essere fatto per ritrovare le ragioni diffuse tra le varie realtà organizzative della classe lavoratrice.



Nuova Pignone: l’impegno necessario della politica

Nuova Pignone: l’impegno necessario della politica

Partito della Rifondazione Comunista – Federazione di Firenze

General Electric sta dismettendo asset e partecipazioni perché i conti non tornano più e i vertici cercano così di ridurre le cospicue perdite. L’annuncio è arrivato direttamente dagli Stati Uniti.

In questo contesto arriva la decisione di cedere il ramo Oil & Gas, mettendo in vendita la quota del 62,5% in Baker Hughes meglio nota come “Nuovo Pignone”. Baker Hughes aveva smentito la notizia di qualche mese fa, che parlava di un taglio di 500 persone: anzi aveva confermato 60 assunzioni e investimenti. Alla luce ma alla luce dei nuovi fatti ci sentiamo però sinceramente preoccupati e vicini ai timori dei lavoratori.

Non siamo interessati agli assetti societari che intercorrono tra privati, tuttavia sappiamo per esperienza che quando in gioco ci son interessi legati al mondo della finanza spesso si comincia con poche gocce e si finisce con un inarrestabile fiume in piena.

Difficile dire cosa accadrà con l’eventuale dipartita della General Electric. Occorre però un impegno preventivo delle istituzioni e della politica, anche con un occhio alle conseguenze degli annunci che arrivano dagli Stati Uniti rispetto al tessuto produttivo europeo, in chiave pseudo-protezionista, da parte di Trump.

Alla luce si quanto emerge ci uniamo a chi chiede all’azienda di fare chiarezza, nelle sedi di confronto con le organizzazioni sindacali, ma chiediamo anche alle istituzioni di attivarsi con un adeguato il livello di vigilanza, affinché non si indebolisca ulteriormente il territorio in termini di livelli occupazionali.

Chiediamo inoltre alle istituzioni preposte che il problema fiorentino sia elevato a livello nazionale, investendo in prima persona il ministero del lavoro, visto che il gruppo Baker Hughes detiene diversi stabilimenti sparsi in varie parti del paese.

Per quanto ci riguarda come Partito della Rifondazione Comunista saremo sempre a fianco e a difesa dei lavoratori e delle loro famiglie, con il preciso impegno di contrastare qualsiasi decisione aziendale che dovesse mettere in pericolo i livelli occupazionali e di vita di chi in questi anni si è adoperato a fare del gruppo un riferimento del settore.

 




Solidarietà e sostegno ai lavoratori della Bekaert

Solidarietà e sostegno ai lavoratori della Bekaert

Partito della Rifondazione Comunista, Federazione di Firenze, 24 giugno 2018

Nella giornata del 23 giugno la Federazione fiorentina del Partito della Rifondazione Comunista ha riunito il suo organismo dirigente, il Comitato Politico Federale, anche per discutere delle nostre proposte rivolte al tessuto urbano dei nostri comuni, insistendo sulla rilevanza della questione lavorativa oltre l’idea di un territorio basato esclusivamente sul turismo, ridotto a una vetrina.Il dramma che ha colpito i 318 lavoratori dello stabilimento Bekaert di Figline Valdarno dovrebbe ricordare a tutta la cittadinanza, non solo alla politica, quale sia la priorità del presente in cui viviamo. L’assenza di preavviso e le modalità scelte dall’azienda sono state giustamente ritenute inaccettabili dalla FIOM, con cui abbiamo avuto modo di confrontarci anche nella giornata di ieri.

Il coinvolgimento delle istituzioni non è purtroppo garanzia di soluzioni, in un sistema economico mosso esclusivamente dal profitto.

Saremo anche fisicamente al fianco dei lavoratori della Bekaert, a cui vogliamo fare arrivare la nostra solidarietà e il sostegno per la lotta iniziata, espressa fortemente nell’occasione di ieri. Riportiamo inoltre il comunicato congiunto PRC, PCI, PAP Valdarno.

Cercheremo di confrontarci con tutte le parti coinvolte per evitare azioni di sola retorica, sostenendo ovviamente quanto già concordato dentro Potere al Popolo Firenze.

La vicinanza speriamo sia gradita, ma siamo consapevoli di come questa non basti. I lavoratori considerino la nostra organizzazione a loro disposizione.


 Comunicato Stampa del 23 giugno 2018

Le delegazioni del VALDARNO FIORENTINO di POTERE AL POPOLO, PARTITO COMUNISTA ITALIANO e RIFONDAZIONE COMUNISTA si sono riunite il 22 giugno 2018 e hanno espresso il seguente comunicato riguardante la vicenda BEKAERT:

“La vicenda BEKAERT di Figline Valdarno non è un caso isolato: è un altro sintomo dello sviluppo inefficiente causato dal capitalismo liberale nel mondo occidentale. Tale modello di sviluppo è fondato sulla rapina ai danni dei lavoratori ad opera di veri e propri parassiti. Questi parassiti si appropriano dei frutti del lavoro di operai e progettisti senza offrire assolutamente nulla per lo sviluppo della società. È per questo motivo che tale decisione, perfettamente in linea con l’attuale modello di sviluppo, oltre ad aver messo in seria difficoltà le famiglie dei lavoratori licenziati, ha anche impoverito il tessuto sociale della nostra comunità. 

I tre partiti riunitisi esprimono piena e incondizionata solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori, impegnandosi a sostenerli nella vicenda che li vede protagonisti, e opereranno in modo che le istituzioni siano a loro fianco”. 

Partito Comunista Italiano, Rifondazione Comunista, Potere al Popolo




Sosteniamo lo sciopero dei lavoratori della grande distribuzione

Sosteniamo lo sciopero dei lavoratori della grande distribuzione

Roberto Travagli, Responsabile Lavoro Segreteria PRC Firenze

Sono migliaia le lavoratrici e i lavoratori della grande distribuzione organizzata che ormai da quattro anni attendono il rinnovo del contratto e che per questo venerdì 22 dicembre scenderanno in sciopero a sostegno del rinnovo del CCNL delle imprese aderenti a Federdistribuzione e alla distribuzione cooperativa. L’astensione dal lavoro sarà di quattro ore, articolate a livello territoriale, mentre ulteriori quattro ore saranno effettuate entro il 6 gennaio 2018.

Da quattro anni le aziende impongono unilateralmente l’applicazione del precedente CCNL del terziario, distribuzione e servizi, scaduto nel 2013. L’associazione datoriale, disconoscendo quanto garantito da disposizioni costituzionali in materia, non solo si rifiuta di definire un contratto collettivo nazionale di settore, tanto da aver cessato ogni trattativa, ma continua a rendersi indisponibile anche ad applicare il rinnovo del contratto nazionale Confcommercio del 2015, determinando per le lavoratrici e i lavoratori un danno sia dal punto di vista retributivo sia contributivo.

Questa situazione riguarda anche coloro che sono inquadrati nel contratto nazionale della distribuzione cooperativa, anch’esso scaduto da quattro anni. Le cooperative vorrebbero un nuovo contratto peggiorativo sia in termini di diritti che di retribuzione con un aumento salariale complessivamente più basso di quello di Confcommercio.

Va detto inoltre che tante sono vertenze in essere che coinvolgono gruppi e imprese del comparto distributivo. Vertenze che vedono procedure di licenziamento collettivo, disdette dei contratti integrativi aziendali, oltre all’adozione unilaterale di nuovi modelli organizzativi: tutte situazioni che, oltre ad avere determinato un preoccupante decremento occupazionale, hanno sancito un forte peggioramento delle condizioni di lavoro per decine di migliaia di lavoratori.

Per questo in solidarietà e a sostegno della mobilitazione il 22 dicembre non facciamo la spesa.




Museo Richard Ginori: lo Stato intervenga anche in economia

Museo Richard Ginori: lo Stato intervenga anche in economia

Roberto Travagli, responsabile PRC Firenze lavoro – Rosa Matucci, Segretaria PRC Sesto Fiorentino e Calenzano / 28 novembre 2017

Il Circolo di Sesto Fiorentino e Calenzano, e la federazione fiorentina del Partito della Rifondazione Comunista, esprimono tutto il loro apprezzamento per la decisione dell’acquisto del Museo Richard Ginori della Manifattura di Doccia di Sesto Fiorentino da parte del Ministero dei Beni culturali. Il ministro Franceschini ha assicurato che il museo entrerà così nel sistema nazionale dei musei, cosa che sicuramente porterà alla conservazione e al tempo stesso alla valorizzazione di un patrimonio storico e artistico di eccezionale rilevanza, e anche alla creazione di nuove possibilità lavorative sul territorio.

A questo proposito ci auguriamo che la scelta da parte dello Stato di rilanciare la parte museale possa portare a nuove risposte anche per la situazione di incertezza che stanno vivendo i lavoratori della Manifattura stessa. Siamo infatti convinti che se si sceglie di dare nuova vita al museo, che espone le eccellenze dell’artigianato della Richard Ginori, non si possono ignorare i problemi di precarietà che stanno vivendo i lavoratori della manifattura, che tuttora ha l’ambizione di continuare a produrre quelle eccellenze.

Tutta la zona della piana è caratterizzata da una precarizzazione sempre crescente: citiamo a solo scopo esemplificativo i lavoratori della Leonardo Spa, quelli dell’handling e dei servizi aeroportuali, il centro di smistamento di Poste Spa… e di tanti altri potremmo scrivere.

Convinti come siamo che “il lavoro non è merce”  ma forma di dignità e sussistenza delle persone, ci auguriamo che i segnali non arrivino solo rispetto alla cultura ma anche per l’articolo 1 su cui si fonda la nostra Repubblica.

Occorre ripensare al ruolo del pubblico in economia, fermando esternalizzazioni e privatizzazioni, con piani industriali pubblici che sappiano mettere a valore il nostro patrimonio culturale ma non ripensino il Paese a misura del turismo e di un consumo mercificato. La crisi economica che stiamo attraversando ci propone quotidianamente l’attualità di una lettura critica dello stato di cose presenti.