Stop alle speculazioni sul grande patrimonio immobiliare

Monica Sgherri, Comitato Politico Nazionale Rifondazione Comunista

Oggi una buona notizia: il Consiglio di Stato ferma il regolamento urbanistico di Nardella.

Stop alle speculazioni sul grande patrimonio immobiliare, stop alla trasformazione in b/b dei piccoli immobili.

Il Tar aveva fatto orecchie da mercante, ma il Consiglio di Stato no e ha fermato il regolamento urbanistico di Firenze.



L’Ospedale Militare in Piazza della Libertà (progetto di albergo con piscina!), la Caserma in Costa San Giorgio, ecc. ecc. avranno un fermo, anche i progetti per dividere e suddividere gli appartamenti nel centro storico per trasformarli, è ovvio, in B&B.

Il fermo del Consiglio di Stato ci dà ulteriore tempo per fermare progetti scellerati di degradazione di Firenze, altro che trasformazione!

Non sprechiamo questa occasione. Una ragione in più per votare chi questo scempio è impegnato a fermarlo. Vota Bundu candidato sindaco, metti la X su Firenze città aperta e scrivi accanto Palagi




Dopo il lancio di Su la testa! Le sinistre e Firenze

Dopo il lancio di Su la testa! Le sinistre e Firenze

Segreteria provinciale del Partito della Rifondazione Comunista, 05 giugno 2018

L’appuntamento Su la testa!, di lunedì 4 giugno, rappressenta sicuramente un lancio importante per il tessuto locale, in termini di relazioni costruite nel contesto peculiare della sinistra fiorentina.

Siamo da tempo immersi in una fase politica in cui si acuisce una crisi al contempo economica, sociale e culturale. Questa situazione richiede una forte mobilitazione di tutte le forze caratterizzatesi in questi anni per l’opposizione allo smantellamento dei dititti e alla mercificazione di molti aspetti della nostra quotidianità.

Le elezioni amministrative del 2019 interesseranno molti comuni della nostra Federazione, compreso quello di Firenze. Saranno un momento fondamentale per misurare la capacità di unire le lotte reali del recente passato e del presente. Difesa dell’ambiente e della sanità pubblica, diritto all’abitare, un trasporto pubblico efficiente e universale, una città inclusiva e vissuta: questi e molti altri temi necessitano di essere sviluppati tenendo insieme le istanze locali e una visione politica complessiva: è quindi necessario trovare una strada comune.

In questo senso, riteniamo che l’avvio di Su la testa! sia da accogliere positivamente, quale tassello di un percorso inclusivo partecipativo e condiviso.

La sfida, soprattutto per il nostro Partito, impegnato a livello locale nelle coalizioni di Firenze Riparte a Sinistra e Sì – Toscana a Sinistra, a livello nazionale nel percorso di Potere al Popolo, a livello europeo parte de l’Altra Europa, è unire quello che l’avversario di classe cerca di dividere.

Il confronto nel merito di ciò che è stato fatto e di ciò che ci si impegnerà a fare dovrà qualificare ogni progettualità ampia e di sintesi, capace di sfidare concretamente le varie destre al governo (e all’opposizione) di questi territori. Un’alternativa al centrosinistra, alla Lega, al 5 Stelle e al centrodestra non è scontata e immediata da insediare nella visione comune della cittadinanza. Questo non giustifica l’idea di non provarci nemmeno.

Siamo quindi coerentemente a disposizione per ogni passaggio incentrato sul coinvolgimento, la partecipazione e la chiarezza delle posizioni.

Immagine liberamente ripresa da commons.wikimedia.org




Spettabile Nardella: prima la politica

Spettabile Nardella: prima la politica

Partito della Rifondazione Comunista – Federazione di Firenze, 04 maggio 2018

A Nardella diciamo: prima la politica. Troppo poco si fa per intervenire sulle questioni abitative e la legislazione rimane schiacciata da continue emergenze, nell’assenza di programmi strutturali. Lo abbiamo scritto in più occasioni nelle ultime settimane: se non c’è un’idea di città e tutto è relegato al mercato, con facilità le persone sceglieranno di mettere a valore le proprie proprietà per i turisti, spostandosi in provincia. Nel frattempo è impressionante come non ci si renda conto quanto una persona priva di una struttura familiare autoctona alle spalle sia inevitabilmente più debole socialmente, secondo qualsiasi criterio sociale si scelga (escludendo una discriminazione etnica). Può sembrare scollegato ma in una città dove nessuno sente il quartiere come uno spazio di partecipazione, quale può essere l’identità condivisa? Prima i toscani non vuol dire niente, è solo la proiezione delle fobie di un sindaco che teme per la sua ricandidatura, scegliendo le telecamere, la repressione e la retorica del decoro come il campo in cui recuperare consenso, sottraendo la paura alle destre assecondandola, anziché combattendola. Brunetta invoca leggi speciali e in generale il vandalismo appare come uno dei principali problemi della città.

Il problema è il vuoto politico e la riduzione di ogni dimensione pubblica a questione estetica. Chi vive il dramma abitativo ha una consapevolezza delle questioni ben superiore a chi si limita ad indignarsi per i titoli dei giornali. C’è una percezione diffusa di ingiustizia, ma si sceglie (nel sistema istituzionale e di informazione) di rinchiuderla in una presunta invasione. C’è persino chi si sogna di dire che l’alta natalità dei migranti sarebbe un sotterfugio dei migranti per aumentare i propri punteggi nel campo dell’assistenza…
La realtà è deformata e i protagonisti politici si stanno omologando a una pericolosa unanimità nell’interpretazione del presente.

Immagine liberamente ripresa da pixabay.com




Che città è Firenze?

Che città è Firenze?

Partito della Rifondazione Comunista – Federazione di Firenze, 02 maggio 2018

Insistiamo a cercare di non farci scorrere addosso i numeri assoluti indicati dai vari studi, riportati dal sistema di informazione in modo sconnesso, isolato e privo di considerazioni sociali complessive.

L’Ufficio comunale di statistica ci dice che, per il 2017, i fiorentini nati in città sono scesi a quota 2.006, a fronte di 3.490 decessi. A questo si aggiunge una fuga (non solo dal centro storico) nei comuni limitrofi della provincia, con una crescita di alcune realtà (Sesto Fiorentino e Campi Bisenzio) di oltre il 100% negli ultimi quarant’anni (Firenze registra un saldo al -12%). Il quartiere 5 è segnalato come quello più problematico.

Inoltre negli ultimi dieci anni i residenti stranieri in città sono saliti in modo significativo, arrivando al numero di 61.023 (16,2% del totale).

In un’economia dove conviene affittare le case ai turisti, in cui non si ragiona di tessuto produttivo, dove tutto è commercio, consumo esponenziale di ogni risorsa, sfruttamento di chi non ha mezzi per tutelarsi, ci si lamenta poi dell’assenza di tenuta democratica (in termini di partecipazione e valori costituzionali).

La politica, lo denunciamo da tempo, ha rinunciato nella maggior parte dei casi a costruire una società migliore, più giusta, capace di immaginarsi, nel presente e nel futuro. Il problema non è di campanilismo: è ridicola la modalità di chi si spaventa rispetto al luogo di nascita (chi è di Careggi rispetto a chi è nato in un altro continente).

Che cosa è Firenze? La città è di chi la vive, la abita, contribuisce a farla continuare a esistere. Ogni diversità culturale può essere una ricchezza, laddove si scelga di lavorare per un tessuto il cui senso non sia esclusivo monopolio del mercato.

I comuni italiani non stanno perdendo niente a causa della minore natalità autoctona: spostare l’attenzione su questo è la comoda scusa di una classe economica, ristretta e privilegiata, che vuole continuare a sfruttare in tutto il mondo, mettendo a valore la sua ricchezza con la finanza e creando una rete di guerra tra poveri, indebitati per fare a gara a chi consuma di più, a chi affitta più stanze in un centro storico vetrina, da fotografare per la gioia dei social…

Immagine ripresa liberamente da pms.wikipedia.org




Quasi primi per affitti, a Firenze

Quasi primi per affitti, a Firenze

Partito della Rifondazione Comunista Firenze, 19/04/2018

Capitale delle multe (vedi qui) e con un centro storico svuotato dai residenti (vedi qui). A poche settimane da queste notizie escono altri dati, secondo i quali Firenze è la terza città più cara per affitti, con un terzo delle abitazioni acquistate per diventare fonte di reddito. Tra chi vive in affitto il 40% lo fa per motivi di studio e il 35% per motivi di lavoro: non stupisce quindi il fatto che solo il 20% sia residente dove paga l’affitto, con una diffusione molto ampia della condivisione dell’appartamento.

Quale tipo di tessuto urbano si sta sviluppando, in che rapporto evolvono i rapporti tra i flussi che attraversano la nostra città e come si coordina la politica nello sviluppo del territorio provinciale?

Di questo la politica ha smesso ormai di parlare in modo non occasionale, regalando alla stampa notizie pubblicate da agenzie private, che operano nel settore immobiliare (Tecnocasa e Solo Affitti).

Il degrado nasce dall’assenza di un’idea di società e non lo si combatte con assunzioni straordinarie di forze di polizia, come invece ha ipotizzato Enrico Rossi. O si vive una città o la si lascia progressivamente diventare una vetrina triste e priva di vita.


Immagine liberamente ripresa da it.wikipedia.org




Firenze capitale di multe, per quale viabilità?

Firenze capitale di multe, per quale viabilità?

Partito della Rifondazione Comunista, Federazione di Firenze, 09 aprile 2018

La viabilità a Firenze non è sicuramente tema facile, ma è inevitabile l’irritazione dei fiorentini incappati ieri nelle prime pagine del Sole 24 Ore, in cui il capoluogo toscano figura come capitale delle multe.

La spiegazione viene ricondotta ai turisti e a tempi più rapidi di riscossione delle sanzioni, ma chiunque viva la città (da lavoratore o abitante) è consapevole di una mobilità ai limiti dell’esaurimento nervoso. I cantieri della tranvia attraversano il tessuto urbano senza essere accompagnati da una adeguata politica di governo del territorio, mentre le linee Ataf proseguono con i disagi e in bicicletta ci si ritrova a ingegnarsi su come dare continuità a piste ciclabili intermittenti.

I tempi delle elezioni amministrative si avvicinano e probabilmente da questa estate vedremo meno buche per le strade e dovremo affrontare i festeggiamenti di un nuovo servizio pubblico di trasporto rimasto bloccato troppo a lungo.
Nel frattempo sappiamo di vivere nella città al primo posto per multe.

Disagi e costi per chi sceglie di prendere la macchina, assenza di servizi per chi cerca alternative.


Immagine liberamente ripresa da pxhere.com




Che fine sta facendo il centro storico di Firenze?

Che fine sta facendo il centro storico di Firenze?

Partito della Rifondazione Comunista PRC – Federazione di Firenze

06 aprile 2018

L’articolo di la Repubblica Firenze di ieri, 05 aprile 2018, dava conto dei dati diffusi da Tecnocasa rispetto al centro storico fiorentino: solo 6 case ogni 100 vengono comprate da persone che intendono spostarci la residenza principale.La nostra si conferma una città sempre più vetrina e a misura del solo turismo, che nel capoluogo toscano continua a registrare sempre maggiori aumenti, senza una politica capace di immaginare un governo del territorio e dell’area urbana.

L’amministrazione comunale si rivela complice del deterioramento di questi anni, come dimostra il tentativo di vendidata delle case popolari di via dei Pepi. Per fortuna nell’esempio appena citato ha risposto una importante mobilitazione degli inquilini, a difesa del tessuto edilizio.

La politica dovrebbe dimostrarsi meno povera intellettualmente e non ridursi ad agente immobiliare, magari anche con mediocri capacità di vendita. Non basta la globalizzazione a spiegare la situazione in cui siamo. La subalternità al sistema di cose presenti è una grave colpa di chi si candida a rappresentare gli interessi della cittadinanza.


Immagine liberamente ripresa da www.flickr.com