Spettabile Nardella: prima la politica

Spettabile Nardella: prima la politica

Partito della Rifondazione Comunista – Federazione di Firenze, 04 maggio 2018

A Nardella diciamo: prima la politica. Troppo poco si fa per intervenire sulle questioni abitative e la legislazione rimane schiacciata da continue emergenze, nell’assenza di programmi strutturali. Lo abbiamo scritto in più occasioni nelle ultime settimane: se non c’è un’idea di città e tutto è relegato al mercato, con facilità le persone sceglieranno di mettere a valore le proprie proprietà per i turisti, spostandosi in provincia. Nel frattempo è impressionante come non ci si renda conto quanto una persona priva di una struttura familiare autoctona alle spalle sia inevitabilmente più debole socialmente, secondo qualsiasi criterio sociale si scelga (escludendo una discriminazione etnica). Può sembrare scollegato ma in una città dove nessuno sente il quartiere come uno spazio di partecipazione, quale può essere l’identità condivisa? Prima i toscani non vuol dire niente, è solo la proiezione delle fobie di un sindaco che teme per la sua ricandidatura, scegliendo le telecamere, la repressione e la retorica del decoro come il campo in cui recuperare consenso, sottraendo la paura alle destre assecondandola, anziché combattendola. Brunetta invoca leggi speciali e in generale il vandalismo appare come uno dei principali problemi della città.

Il problema è il vuoto politico e la riduzione di ogni dimensione pubblica a questione estetica. Chi vive il dramma abitativo ha una consapevolezza delle questioni ben superiore a chi si limita ad indignarsi per i titoli dei giornali. C’è una percezione diffusa di ingiustizia, ma si sceglie (nel sistema istituzionale e di informazione) di rinchiuderla in una presunta invasione. C’è persino chi si sogna di dire che l’alta natalità dei migranti sarebbe un sotterfugio dei migranti per aumentare i propri punteggi nel campo dell’assistenza…
La realtà è deformata e i protagonisti politici si stanno omologando a una pericolosa unanimità nell’interpretazione del presente.

Immagine liberamente ripresa da pixabay.com