Saluto alla Costituente del Partito Comunista Italiano

Saluto all’assemblea regionale toscana della Costituente per il Partito Comunista Italiano, del Segretario provinciale del Partito della Rifondazione Comunista, Dmitrij Palagi

Care compagne e cari compagni,

porto oggi il saluto del Partito della Rifondazione Comunista in una sala dove siedono numerose persone con cui abbiamo condiviso un percorso comune, per diversi anni. La Costituente del Partito Comunista Italiano raccoglie anche una componente che in Essere Comunisti ha portato avanti anche il tema dell’unità dei comunisti. Vi proponete di mettere insieme i troppi delusi degli ultimi anni e vi riconosco volentieri di non aver scelto la classica formula di “unire con le scissioni”. I tempi non contingentati scelti e l’atteggiamento di confronto dimostrano il valore di un’occasione importante. Dobbiamo continuare a confrontarci al di fuori dei ricatti delle forme, prendendo consapevolezza che il rischio di esaurimento di un’opzione comunista organizzata all’interno della società contemporanea è anche frutto di un difficile equilibrio a cui siamo costretti.

Ci proponiamo il superamento dello stato di cose presenti all’interno del sistema. Non siamo un’orda barbarica che dall’esterno della società importa un modello di sviluppo diverso. Ci proponiamo il superamento in positivo del capitalismo e all’interno di esso agiamo. Nella quotidianità siamo rimasti intrappolati però troppo spesso. Le logiche del sistema prevalgono con eccessiva facilità. Penso alle letture opposte rispetto alle amministrative. Chi sostiene la fine di ogni opzione del centrosinistra festeggia Napoli o, a livello locale, Sesto Fiorentino. I nostalgici dell’Ulivo parlano di Cagliari.

Nella realtà si trova tutto, è frutto di una complessità di cui le comuniste e i comunisti sapevano essere consapevoli.

Conta la chiave di lettura con cui si elabora il progetto di cambiamento e nella realtà vanno ricercate le conferme attraverso i propri risultati, più che giustificare le proprie scelte sulla base di ciò che avviene indipendentemente da noi.

In questo senso per noi è naturale richiamarsi al comunismo, sotto il quale vengono ricondotti i temi dell’antifascismo, dei diritti sociali come di quelli civili, della questione ambientale, di quella della laicità. In questo però oggi siamo isolati rispetto al senso comune.

Dobbiamo riuscire a recuperare una chiave di lettura efficace e misurarci sulle nostre proposte lasciando da una parte il tradizionale malcostume della guerra (politica) a chi ci è più vicino. Nel rispetto dell’autonomia delle nostre organizzazioni credo sia necessario richiamarsi al comune obiettivo.

Lavoriamo per una organizzazione di classe in grado di far fronte all’esaurirsi della spinta propulsiva legata allo scioglimento del P.C.I.. Pur scegliendo forme diverse e strade diverse, dovremo essere in grado di dimostrare rispetto reciproco e capacità di confrontarci sui contenuti.

Vi porto quindi volentieri il saluto e un sincero augurio di buon lavoro.

19 giugno 2016, San Bartolo a Cintoia,

Dmitrij Palagi

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