Nardella, sindaco ribelle di nome ma non di fatto

Segreteria provinciale PRC Firenze, 31 gennaio 2019

Quella dei sindaci disobbedienti all’applicazione del decreto sicurezza di Salvini è stata è una meteora, almeno per quanto riguarda il livello mediatico: la comunicazione oggi ci impone tempi così serrati che non hanno fatto in tempo ad arrivare le dichiarazioni di Orlando, Nardella e De Magistris che subito, sullo stesso argomento, siamo passati a parlare di 117 morti affogati in mare, altre navi sequestrate e del processo al Ministro degli Interni.



Ma basta avere una memoria leggermente più flessibile di quella di un pesce rosso per ricordarsi le levate di scudo di chi ha fatto della protezione dei migranti la sua missione personale, senza premurarsi di come sarebbe apparso agli occhi di chi si ricorda la stessa veemenza nell’applicazione del Decreto Minniti.
In particolare, il Sindaco Nardella ha sorpreso tutti noi unendosi al gruppo dei sindaci “ribelli”. Per carità, bene che anche coloro che ricoprono ruoli istituzionali facciano emergere con forza lo schifo che si cela dietro il provvedimento voluto con forza dal Ministro leghista, ma, ecco, forse tutto sarebbe più credibile se ci fosse un minimo di coerenza in più.

Tralasciando
per il momento le vicende del passato legate al Decreto Minniti (dalla
lotta al degrado agli sgomberi), siamo venuti a conoscenza del fatto che
mentre il Sindaco Nardella si sgolava in proclami rivoluzionari sulla
disobbedienza civile davanti alle sue telecamere, il suo responsabile
dell’Anagrafe aveva già fatto girare ad ottobre una comunicazione
rivolta alle strutture che accolgono i migranti con la quale si
informava dell’applicazione delle disposizioni del Decreto Salvini in
materia di residenza dei richiedenti asilo
: in pratica si diceva che i richiedenti asilo non hanno più diritto all’iscrizione anagrafica.
Ora,
va bene che questa storia dei Sindaci ribelli sembra mediaticamente un
po’ sorpassata, ma davvero il Sindaco Nardella pensa che i suoi
concittadini abbiano la memoria così corta?