L’autonomia della (e dalla) CGIL e la centralità del lavoro

L’autonomia della (e dalla) CGIL e la centralità del lavoro

Roberto Travagli, responsabile lavoro PRC Firenze, 04 dicembre 2018

Il 5 aprile 2018 sono cominciate le assemblee di categoria nei luoghi di lavoro, prima tappa del lungo percorso che porterà a chiudere, il 25 gennaio 2019, il XVIII congresso della CGIL.

Questo passaggio si articola in un periodo politicamente complicato per il nostro Paese: una crisi sociale diffusa, il collasso delle forze politiche della sinistra (in tutte le sue interpretazioni), i corpi intermedi sotto attacco, un abbrutimento culturale e morale – alimentato strumentalmente per ottenere facile capitale elettorale – che ha portato al governo formazioni apertamente in contrasto con i valori della Costituzione.

Siamo consapevoli di non poter prescindere dal confronto con una delle principali organizzazioni delle lavoratrici e dei lavoratori, nel rispetto della complessità caratterizzante una realtà eterogenea e diffusa. L’autonomia sindacale è un valore fondamentale, ma è chiaro l’interesse per il dibattito congressuale in corso e per i suoi esiti.
Gli attacchi ripetuti allo Statuto dei Lavoratori, l’abrogazione dell’articolo 18 e il Jobs Act sono solo alcuni degli elementi che rendono importante la proposta della Carta dei Diritti Universali del Lavoro, una base di discussione importante proprio perché presenta margini di miglioramento. L’obiettivo comune su cui costruire convergenze nella società e nelle realtà lavorative è il ripristino di condizioni minime di dignità, adeguate ai mutamenti economici e produttivi del nuovo millennio.
Rifondazione Comunista non ha mancato di criticare e prendere posizione contro le scelte della CGIL, nel corso degli anni. Crediamo importante la reciproca autonomia, purché basata però sul confronto aperto, franco e trasparente. Perché le condizioni siano positive è necessario un rafforzamento democratico e partecipativo delle varie organizzazioni, compresa la CGIL.
Le compagne e i compagni iscritti a entrambe le realtà (PRC e CGIL) della Federazione di Firenze, riunitisi lunedì 3 dicembre, si sono confrontati sulla fase attraversata e confidano che si possano sviluppare momenti di dialogo aperti e di merito, capaci di unire quello che il capitale divide.
Il lavoro è al centro della questione comunista e molto deve essere fatto per ritrovare le ragioni diffuse tra le varie realtà organizzative della classe lavoratrice.
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