La partecipazione e i diritti non sono una questione di ordine pubblico

Diritti sociali: chi amministra e chi governa deve dare le risposte. Le forze dell’ordine di altro si devono occupare

Partito della Rifondazione Comunista (Federazioni di Firenze e Pisa), Una Città In Comune, 06 ottobre 2017

Ancora una volta quanto successo a Firenze sotto il palazzo della Regione dimostra l’inadeguatezza di chi governa la nostra Regione e amministra le nostre città. La partecipazione di un gruppo di cittadini e cittadine organizzati in comitato ad una commissione consiliare, su un argomento richiesto dai consiglieri di opposizione che li e le riguardava direttamente, viene volutamente trasformato in una questione di ordine pubblico. Come se non bastasse, e come hanno constatato il personale e i consiglieri regionali presenti, con una pessima gestione della situazione da parte delle forze dell’ordine.

La gravità di quanto accaduto non deve essere sottovalutata: alcune persone, invitate a partecipare alla commissione in cui veniva presentata una mozione che riguardava il loro quartiere (Sant’Ermete – Pisa), sono state da subito ostacolate dalle forze dell’ordine già all’ingresso nel Palazzo della Regione, nonostante fossero state autorizzate a partecipare ai lavori attraverso i consiglieri regionali di Sì – Toscana a Sinistra e del Movimento 5 Stelle.

Al termine della riunione, svoltasi in modo assolutamente regolare, sono state incomprensibilmente incalzate, spintonate e manganellate dalle forze dell’ordine; addirittura alcuni sono stati condotti in questura.

La partecipazione alla vita della propria città, dei propri quartieri, rivendicando il diritto a spazi, abitazioni e quartieri che garantiscano un’adeguata qualità della vita nel pieno rispetto di diritti essenziali riconosciuti anche dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, viene gestita come un problema di ordine pubblico, richiedendo e permettendo alle forze dell’ordine di agire  in modo ingiustificato e repressivo.

Purtroppo abbiamo assistito altre volte, a Pisa come a Firenze, a queste assurde prove di forza, in cui le forze dell’ordine si prestano ad essere lo strumento di coloro che sfuggono coscientemente al proprio ruolo politico-istituzionale. Ribadiamo una volta ancora che questo è intollerabile e riteniamo che siano necessari dei chiarimenti sia da parte di chi amministra e governa sia da parte di chi gestisce, appunto, l’ordine pubblico.

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