La lunga svendita del Comune di Firenze

Firenze: la forma della città – Il vero decoro è la partecipazione

Dal servizio allerta antifascista alla nostra idea di tessuto urbano – 23 giugno 2018

La lunga svendita del Comune di Firenze

Paola Serasini,

Comitato Politico Federale PRC Firenze / Comitato Politico Regionale PRC Toscana

Il volantino con anche la mappa legata a questa relazione cliccando qui

Il Comitato San Salvi chi può si è costituito ad ottobre del 2004 in seguito all’adozione da parte del Comune del Piano Urbanistico Esecutivo per l’area di San Salvi, piano che consentiva all’Asl, ente pubblico proprietario dell’area, di operare lo smembramento del pregevole complesso architettonico e relativo parco risalenti al 1891, verso massicce speculazioni immobiliari. Da qui è iniziata una battaglia per far rispettare l’unitarietà e la vocazione pubblica del complesso.

Come Circolo Coverciano est, siamo stati – con alcuni di noi che hanno seguito più da vicino certe iniziative – a fianco del Comitato, via via che si sono affrontati aspetti specifici legati a San Salvi, o altri più generali inerenti le aree verdi del quartiere 2 (il Parco del Mensola e, ultimamente, la questione del Campeggio di Rovezzano) .

L’idea di intervenire contro la vendita dei depositi ATAF, in particolare quello di maggior pregio di viale dei Mille, è scaturita dopo la vendita delle case di via dei Pepi, vendita che ha obbligato a un passaggio in Consiglio comunale (hanno votato contro solo in 4!) e che al momento è bloccata da un ricorso al TAR di uno degli inquilini.

Ci siamo subito accorti dell’anomalia giuridica: nessuna asta pubblica, nessun passaggio in Consiglio, dove si andrebbe solo per chiedere la variante in caso di vendita.

Siamo riusciti a sapere attraverso le interrogazioni di Tommaso Grassi che ci sarebbe stata un’asta a busta chiusa.

Tutto questo avviene perché, in seguito allo spacchettamento di ATAF, con la privatizzazione nel 2013, si è formato un Consorzio, una Spa, di cui il maggior azionista è il Comune di Firenze, che ha affittato i depositi a Bus Italia – Sita Nordper un totale di 3 milioni e 200.000 euro annui, con un contratto fino al 2030  

Nel presidio del 4 di maggio, davanti al deposito di viale dei Mille siamo riusciti a coinvolgere varie realtà che operano sul territorio. Oltre a San Salvi, tutto il Partito (non solo il gruppo Mobilità –Grandi opere, che si è costituito dopo un’iniziativa del 23 novembre 2017), Potere al Popolo, sindacati di base, vari comitati, perunAltracittà, Firenze Riparte a Sinistra, sottolineando come questa vendita si inserisca in altre ben più ampie, alcune già effettuate, di attacco alla città, come possiamo vedere dalla cartina creata nell’occasione (cliccando qui).

50 edifici di valore storico e architettonico; un vero e proprio assalto. Alcuni sono persi irrimediabilmente, a vantaggio di grandi alberghi o residenze di lusso per studenti, come è avvenuto per il Comunale e il Palazzo del Sonno. Sono spoliazioni del patrimonio pubblico, con consegna alle lobby immobiliari e finanziarie, anche attraverso il preliminare passaggio dal Comune alla Cassa Depositi e Prestiti,  che evidentemente ha perso quel ruolo di tutela del risparmio per cui era nata! 

Al momento la vendita dei depositi è ferma. Questo lo abbiamo appreso la mattina del 4 maggio (il presidio era nel pomeriggio) da un articolo su la Repubblica, che ironizzava sull’iniziativa, in quanto qualcuno del Comune aveva detto che non c’era stata nessuna vendita. Asta in busta chiusa, non sappiamo quale sia stata l’offerta: possiamo dedurre solo che era al di sotto dei 3 milioni e passa di affitto che il Consorzio incassa. Questo non vuol dire che non ci riproveranno. 

Sabato 5 la Nazione non riportava del nostro presidio, ma usciva con un’altra bella speculazione: la svendita a 7 milioni e poco più di quello che non è stato venduto della Villa di Rusciano, un lascito al Comune, sul quale vi era anche un vincolo di destinazione per l’infanzia e che andrà all’asta il 2 agosto. Annuncio dell’asta che faceva seguito alla variante di destinazione d’uso in Comune: da socio-culturale a turistico-alberghiero!

Mercoledì 4 luglio c’è stato un presidio in extremis con raccolta firma per denunciare questo ulteriore  scempio e ritornare alla sua specifica destinazione .

A conclusione del mio  intervento che si inserisce nell’iniziativa del pomeriggio verso il 2019, penso che il tentativo fatto con il presidio sui depositi Ataf, di convogliare varie realtà su un obiettivo comune, possa essere un esempio per arrivare a costruire un fronte più ampio, facendo uscire ognuno dai suoi particolarismi. Assolutamente non potrà mancare in un’agenda sulle prossime amministrative la lotta contro le privatizzazioni, ma anche per una gestione partecipata dei “beni comuni”, sottraendoli ad una “mano pubblica” che parla solo di “valorizzazione economica”.

Rusciano, tanto per fare un esempio, potrebbe essere ristrutturata con poco più di 3 milioni, per posi essere utilizzata per iniziative di interesse collettivo (come sono le biblioteche).

Far rimanere pubblico quel che rimane del parco, aperto alla cittadinanza, significa anche salvaguardare il  verde che in città si sta sempre più perdendo.


Immagine liberamente ripresa da it.wikipedia.org

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