Dalla parte degli operai della Seves
Si parla spesso, tra gli studenti e i lavoratori più giovani, di allargare le singole forme di protesa a tutto il mondo del lavoro, di unire le proprie rivendicazioni a tutte le altre categorie colpite dai meccanismi dell'attuale sistema economico, oggi evidenti per effetto della CRISI, come la chiamano i media.
Se ne parla spesso ma raramente si osserva una coerenza nei comportamenti [si pensi anche solo al corteo separato degli studenti durante la manifestazione dei metalmeccanici a Firenze del 9 ottobre].
Così come siamo scesi in piazza assieme agli operai il mese scorso, così oggi siamo a sostenere le ragioni degli operai della Seves.
110 lavoratori su 175 dipendenti sono in cassa integrazione da quasi un anno, nonostante l'azienda fosse in attivo. Da mesi viene promessa una soluzione, da mesi viene rimandata. Il tentativo è prendere i lavoratori per sfinimento?
In questi giorni stanno riprendendo presidi davanti ai cancelli della fabbrica e volantinaggi di sensibilizzazione, perché non passi sotto silenzio quello che sta accadendo.
Un'occasione per dimostrare la capacità degli studenti di “tremare d'indignazione ogni qualvolta si commetta un'ingiustizia nel mondo” (Che Guevara), soprattutto perché in questo caso stiamo parlando di qualcosa che è dietro l'angolo, nella nostra stessa città.
Ci impegniamo a sostenere, l'azione degli operai della Seves, andando davanti ai cancelli al loro fianco, portando la vicenda all'interno delle scuole e degli spazi politici dove siamo presenti.
Crediamo sia una semplice dimostrazione di coerenza. Invitiamo chiunque fosse interessato a darci una mano. Non è il primo caso e non sarà l'ultimo. Può però essere un punto di inizio per forme di protesta più efficaci.
333 – 6185340 (Dmitrij)
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.







