In piazza per il lavoro e contro la repressione sociale

Segreteria Rifondazione Comunista Firenze

Dopo il corteo di sabato scorso, che ci ha riuniti per dire no alla guerra e all’influenza della Nato, anche il prossimo fine settimana ci vedrà in piazza con le nostre bandiere.

Due appuntamenti importanti sono infatti previsti per sabato 9 aprile. Innanzitutto, la manifestazione in solidarietà agli 86 imputati fiorentini. I numeri sono i seguenti: 86 imputati, 35 misure cautelari, 584 capi d’imputazione contestati, 71 anni e 9 mesi di carcere chiesti dall’accusa. Un’enorme manovra repressiva nei confronti delle lotte sociali degli ultimi anni nei confronti di chi, negli ultimi anni, ha manifestato contro la presenza di Daniela Santanché nei locali dell’Università di Firenze o contro le riforme dell’università, contro l’apertura di nuove sedi fasciste di CasaPound come contro il razzismo della Lega.

Avrebbe potuto esserci uno di noi tra gli imputati: è per questo che domani saremo parte del corteo che inizierà da Piazza Santa Maria Novella.

Sempre sabato 9 Aprile partij7nWela campagna di raccolta firme per la Carta dei Diritti Universali del lavoro e dei tre referendum promossi dalla CGIL.

Oramai da anni si succedono provvedimenti dei vari governi che hanno, di fatto, svuotato lo Statuto dei lavoratori, anche di quelle che erano le garanzie minime conquistate con grandi sacrifici e dure lotte nel corso degli anni ’60 e antecedenti, e che hanno introdotto tutta una serie di misure che espongono il lavoro e i lavoratori ai dettami del capitalismo e alle infauste scelte del liberismo, propagandato oggi non come una sventura ma come una realtà con cui confrontarsi e adeguarsi. Non è un caso infatti che il presidente della FCA goda di così tanto credito da far dire al Primo Ministro «Io penso che in questo paese abbia fatto più Marchionne, più alcuni imprenditori, che certi sindacalisti». Come non è un caso che in questo governo ci siano molti componenti provenienti o comunque legati a mondo di confindustria o imprenditoriale.

Tuttavia sappiamo bene che questa deriva parte da molto più lontano, ben prima di Renzi e del suo governo, anche se assistiamo oggi ad una escalation della destrutturazione del mercato del lavoro, attuata attraverso le varie “riforme” (che vanno dalla a cosiddetta “buona scuola” sino al Jobs Act e all’accettazione delle profonde e inique modifiche dell’articolo 18 introdotte dalla legge Fornero, senza dimenticare che il settore pubblico è in attesa di un rinnovo del contratto da sei anni).

Dalle numerose assemblee che si sono tenute nei luoghi di lavoro è emersa, finalmente, una voglia di guardare avanti e di abbandonare una politica di sola difesa e di avviare una stagione di rivendicazioni che rimetta al centro il lavoro e i lavoratori: non a caso assieme alla Carta dei lavoratori si propone anche un referendum sulle norme che regolano gli appalti, l’uso dei voucher e sulle modifiche dell’articolo 18. Si tratta non solo della necessità di abrogare queste norme ma anche di fare in modo che il reintegro sia un diritto di tutti e per tutti.

Come Partito della Rifondazione Comunista ci sentiamo come sempre in dovere non solo di essere a fianco dei lavoratori e di appoggiare le loro rivendicazioni, ma anche questa volta crediamo che la nostra organizzazione sia e debba essere uno strumento a disposizione della classe di riferimento.
Impegniamo quindi la federazione fiorentina nella buona riuscita della raccolta firme e di tutte le iniziative a questa collegate. Pensiamo infatti che questo non sia un percorso già tracciato ma che invece debba, a partire da qui, segnare il passo verso un rinnovato slancio rivendicativo e di contrasto alle politiche liberiste.

Vogliamo costruire un movimento vasto di risposta a chi vorrebbe un mondo del lavoro sempre più precario, debole e senza dignità: occorre riprendere con forza i temi del diritto, dalla maternità alle ferie, dagli ammortizzatori sociali al diritto a un giusto salario, dall’orario di lavoro sino al diritto alla pensione economicamente dignitosa e socialmente avanzata. Non è, infatti, assolutamente accettabile l’innalzamento dell’età pensionistica, prevista dalla riforma, sia per gli uomini che per le donne, assieme alla enormità di anni contributivi richiesti. Non è accettabile un mondo fatto di anziani costretti al lavoro e di un esercito di giovani precari o, peggio, disoccupati.

Anche per questo riteniamo che un nostro diretto impegno non possa essere messo in discussione, pur sapendo che queste iniziative sono solo l’inizio di una stagione di lotte e non il loro approdo. La poca attenzione o, per meglio dire, l’attacco che il governo sferra nei confronti del mondo sindacale ci porta ad essere ancora più vicini ed impegnati a difesa dei lavoratori e delle loro organizzazioni e nello stesso tempo ci impone, da comunisti, di essere critici là dove emergono incoerenze secondo una scelta di classe che noi abbiamo abbracciato.

Occorre costruire ora un momento di sostegno alle tante iniziative che abbiamo davanti, impegni che vanno dallo sciopero dei metalmeccanici del 20 aprile a quello del 6 maggio che coinvolgerà i settori di turismo, servizi, pulizie, farmacie e terme, sino alla manifestazione del 19 maggio per le pensioni in Piazza del Popolo.

Occorre costruire oggi un fronte non soltanto anti-Renziano ma contro le politiche liberiste da qualsiasi parte esse provengano.

Ce n’est qu’un début, continuons le combat.

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