Giù le mani dal diritto di sciopero!

Roberto Travagli, responsabile lavoro e lavoro di massa PRC Firenze

La dignità del lavoro fonda la nostra Repubblica. Nonostante questo, gli ultimi Governi e la maggioranza assoluta delle forze politiche oggi in Parlamento preferiscono nascondersi dietro al presunto diritto del consumatore, criminalizzando lo strumento dello sciopero attraverso la categoria della tutela del cittadino.

Le lavoratrici e i lavoratori del trasporto pubblico non possono lottare per difendere un diritto di tutte e tutti, quello alla mobilità, quando le privatizzazioni creano un disservizio continuo e sempre maggiore, di cui nessuno si assume le proprie responsabilità. I privati denunciano i costi, la politica parla del ricatto delle forze sindacali.

Chi lotta per la collettività viene additato come responsabile, anziché essere riconosciuto come parte imprescindibile delle soluzioni. Le sigle sindacali di base pagano un isolamento politico in cui matura l’ulteriore distacco tra le istituzioni e la realtà sociale del Paese. In questi anni siamo arrivati persino ad ascoltare come il commercio sia, secondo troppi, un servizio essenziale. In nome della rappresentanza viene cancellata la possibilità di esprimere la propria opinione, suggerendo parametri improponibili fino a qualche anno fa, come “un grado di rappresentatività superiore al 50%”.

La tenuta democratica non è un silenzioso obbedire a chi vince le elezioni con un alto tasso di astensione e non è nemmeno battere i tacchi al dirigente aziendale di turno, o ascoltare il sindacato con più iscritti, ignorando gli altri lavoratori e lavoratrici.

Siamo convinti della necessità di un ritorno al pubblico dei servizi dei trasporti. A questo deve sempre affiancarsi la tutela del diritto di sciopero, mettendo in condizione il lavoratore o la lavoratrice di poter esercitare la propria lotta senza rischiare una denuncia solo per aver difeso un diritto verso cui la politica si è dimostrata mancante. A cogliere il nesso tra il disagio creato con l’interruzione del lavoro e la causa alla base di una lotta ci era arrivato persino Cossiga, quando affermava che “lo sciopero serve a rompere i coglioni”.

Su questo tema chiederemo la condivisione e la solidarietà da parte delle rappresentanze istituzionali che abbiamo contribuito ad eleggere ed attiveremo il Gruppo Lavoro, per individuare modalità condivise di pratiche su tutto il territorio della nostra provincia, in tutti i settori del lavoro.

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