Case Passerini: sentenza storica

Partito della Rifondazione Comunista – Toscana

Case Passerini. Segreteria PRC Toscana: “Sentenza Consiglio di Stato è storica. Anche noi da anni ci battevamo contro quest’opera. Adesso nuovo piano dei rifiuti e un analisi complessiva delle opere incompatibili con la Piana fiorentina”

Firenze, 25 maggio. Una giornata “storica” quella di oggi, per i tanti comitati, associazioni, alcuni pubblici amministratori, che da anni si battono contro l’inceneritore di Case Passerini, un opera ambientalmente devastante, inutile e costossima, figlia di concezioni superate da decenni. Storica anche per Rifondazione Comunista della Toscana e della piana a tutti i livelli, che ha sempre sostenuto la lotta contro questa realizzazione. Ma soprattutto per i cittadini, che già devono subire fonti le quali rendono l’area una delle più inquinate d’Europa. La sentenza del Consiglio di Stato di ieri mette infatti di fatto la parola fine su questa vicenda. O meglio ci auguriamo che non continuino a insistere, infilandosi nelle pieghe della medesima, amministratori o dirigenti di società che, come “ultimi giapponesi”, vogliano tentare ulteriori escamotage per riaprire questa partita, che oggi appare finalmente chiusa. Prendiamo atto che molti – su Case Passerini – hanno cambiato idea, come il Presidente Rossi. Che, facendo una conversione ad U, oggi smentisce il Rossi di qualche mese e anno fa, il quale quell’opera aveva inserito in un piano regionale dei rifiuti dove si partiva dall’incenerimento (sovradimensionato) per costruire il piano stesso, e non viceversa. E che aveva sempre difeso a spada tratta. Lo attendiamo alla prova dei fatti – e al di là delle convenienze politiche -, con un nuovo piano regionale che faccia dell’economia circolare, della strategia rifiuti zero, della filiera del riuso e riciclo, della tariffazione puntuale i cardini del nuovo atto (e senza Case Passerini), in tempi utili. Saremo contenti di aver avuto ragione, insieme a tante e tanti altri, in tempi non sospetti. Con questa sentenza però si apre anche un’altra necessità: se di parco finalmente si parla non si può che portare a compimento una delle vere e utili grandi opere per l’area: cioè il parco della Piana, e esso deve rappresentare, insieme alle altre opere ambientali da tutelare, il vero “ordinatore” dell’area e della Piana. E questo – oltre alla necessità di togliere e non mettere altri carichi ambientali – lo rende incompatibile con l’altra grande opera prevista, cioè il nuovo aeroporto (senza dimenticare un altro “mostro” inutile costosissimo e devastante come il sotto attraversamento TAV di Firenze). Credo che si debba quindi smettere con la “politica del carciofo” e compiere una attenta valutazione ambientale completa e strategica per la Piana, al fine di rendere armoniche scelte lungimiranti alla luce della sua reale condizione, dove le incompatibilità sono evidenti oggi come lo erano, per Case passerini come per le altre opere citate, già anni fa. Insomma, fare finalmente l’interesse dei cittadini e non subirlo solo alla fine di un tormentato iter anche giudiziario, che ha reso evidente dopo molti anni quello che si poteva benissimo capire subito se si voleva tutelare davvero l’interesse pubblico

Partito della Rifondazione Comunista – Segreteria Regionale della Toscana

di seguito anche l’intervento di Monica Sgherri, capogruppo PRC in Consiglio Regionale nella scorsa legislatura:

Parito della Rifondazione Comunista – Toscana

Inceneritore di Case Passerini. Intervento di Monica Sgherri, già capogruppo di Rifodazione Comunista in Consigio Regionale nella scorsa legislatura.

La sentenza del Consiglio di Stato di annullamento delle autorizzazioni concesse da Città Metropolitana e Regione Toscana mette fine alla realizzazione dell’Inceneritore nella piana fiorentina e da ragione a quanto per anni abbiamo sostenuto come partito a tutti i livelli, regionali, provinciali e comunali e con i nostri rappresentanti nei consigli elettivi, a quanti convegni abbiamo fatto dove sono state illustrate le migliori esperienze in Toscana e in Italia di raccolta differenziata, sfatando con dati concreti facilonerie del tipo che non sia possibile raggiungere il 100% di R.D: o peggio ancora il “costa troppo”. Dimostravamo il contrario: costi più bassi e maggiori livelli occupazionali, ma trovavamo solo sordità e adesione aprioristica a un modello vecchio prima di nascere che portava solo ad indebitamento e inquinamento.

La sentenza dà agione anche alle battaglie dei comitati e dei cittadini preoccupati per la salute dei loro figli, che rivendicavano con fermezza il diritto alla salute e un altro modello possibile di gestione dei rifiuti a partire dall’adesione alla campagna “rifiuti zero”

Non possiamo che ricordare quanti scontri nella scorsa legislatura con il presidente Rossi proprio sulla questione dell’incenerimento, (ossia la persistente volontà di ignorare i risultati raggiungi nella raccolta differenziata da comuni virtuosi, anche toscani, che si è voluto confinare ed isolare in “progetti sperimentali” nonostante fossero operativi da anni, nella speranza di poter cancellare prima o poi questi risultati), sull’insostenibilità della scelta anche dal punto di vista economico: asfissiante per i Comuni così indebitati per oltre 20 anni con ricaduta occupazionale inesistente, insostenibile ambientalmente fosse solo per l’inquinamento già pesante della piana fiorentina, che non avrebbe retto l’ ulteriore carico del funzionamento di un inceneritore, denunciando noi tra l’altro la truffa del “bosco” mai realizzato e ritenuto invece elemento fondamentale per la mitigazione degli impatti (quante interrogazioni per sottolineare che la non piantumazione inficiava il rispetto della prescrizione visto che non potevano certo essere le piantine a mitigare la ricaduta delle polvere sottili! E che nulla era stato comunque piantumato in questi anni).

Viene da domandarsi se di fronte all’insensibilità dei governi locali l’unica via che dà risultati concreti sia quella dei tribunali, la sconfitta della politica che vuole travalicare il contesto normativo a dispetto delle ragioni e delle contestazioni delle popolazioni locali, associazioni ambientaliste, partiti ecc. E allora c’è da sperare bene anche sulle due grandi opere che incombono sul futuro di Fiorenze con esiti devastanti se si realizzeranno, cioè l’aeroporto e il sottoattraversamento TAV.

C’è da chiedersi anche se la riscoperta di una anima “ambientalista” – e aggiungiamo anche “salutista” – del presidente della regione non sia solo il fare buon viso a cattivo gioco dopo tanta sordità dimostrata e praticata!

Monica Sgherri (capogruppo PRC consiglio regionale IX legilslatura)

Immagine liberamente ripresa da tuttosesto.net