Festa nazionale di Rifondazione Comunista

Festa nazionale di Rifondazione Comunista a Firenze via Fabrizio De Andrè, lungarno, altezza distributore Eni da martedì 17 a domenica 22 settembre 2019.



Tutte le sere politica, libreria, pizzeria, ristorante, bar e socialità.

Da martedì a domenica anche l’area giochi per bambine e bambini!

Inoltre sarà possibile visitare la mostra di Transform su Rosa Luxemburg.


Martedì 17 settembre, ore 18.00

Apertura della festa con un’assemblea sul tema dell’emergenza abitativa, con le realtà sociali del territorio fiorentino.


Martedì 17 settembre, ore 21.00

Si chiamava Palestina, presentazione del libro di Cecilia Dalla Negra, con l’autrice, il Presidente della Comunità Palestinese a Firenze Abed Daas e un rappresentante dell’Associazione di Amicizia Italo-Palestinese.

Coordina Manuela Ciriello, Segreteria provinciale PRC Firenze


Mercoledì 18 settembre, ore 18.30

Presentazione del libro A las barricadas di Leonhard Schäefer, con l’autore.


Mercoledì 18 settembre, ore 21.00

Città intelligenti e dove trovarle con Valentina Bazzarin (ricercatrice ed esperta di etica dei dati), Costanza Gasparo (dottoranda in sociologia), Massimo Lensi (Associazione Progetto Firenze e co-autore de La filosofia del Trolley). Introduce e coordina Leonardo Croatto


Giovedì 19 settembre, ore 19.00

Firenze tra Renzi e Nardella con Antonella Bundu, Tommaso Grassi e Dmitrij Palagi, intervistati da Stefania Valbonesi.


Giovedì 19 settembre, ore 21.00

La Costituzione spezzata: ridare uguaglianza al voto con il proporzionale , impedire “La secessione dei ricchi” con: Giovanni Russo Spena, Marina Boscaino, Marco Esposito, Michele Dell’Edera, Tommaso Fattori, Loredana Marino.


Venerdì 20 settembre, ore 18.00

Rosa Luxemburg, con: Sergio Dalmasso, Imma Barbarossa, Giovanna Capelli


Venerdì 20 settembre, ore 19.00   

L’attualità del comunismo, conferenza del filosofo Stefano Bonaga


Venerdì 20 settembre, ore 21.00

Europa: 1989-2019 “La guerra dei trent’anni” con: Eleonora Forenza, ex Parlamentare europea; Roberto Musacchio, ex Parlamentare europeo; Fran Perez, responsabile esteri Izquierda Unida; Lydia Samarabakhsh, responsabile esteri PCF; Paolo Ferrero, vicepresidente del Partito della Sinistra Europea.

Chiuderà la serata il comico Giorgio Montanini.


Sabato 21 settembre, dalle ore 10.30 fino alle 17.00

Incontri auto organizzati dei dipartimenti e/o di settore (tra cui mutualismo, autofinanziamento del partito, antiproibizionismo, …).


Sabato 21 settembre, ore 18.00

Due compagni in giallo, presentazione dei libri di Gino Marchitelli e Paolo Pietrangeli, con Frida Nacinovich.


Sabato 21 settembre, ore 19.30

Umanità senza confini con: Sen. Gregorio De Falco, Mimmo Lucano, Antonella Bundu , Stefano Galieni.


Sabato 21 settembre, ore 21.30

Simona Maggiorelli e la redazione di LEFT intervistano  il Segretario Di Rifondazione Comunista Maurizio Acerbo .


Domenica 22 settembre, ore 10.30-17.00

Il cuore dell’alternativa – Assemblea nazionale aperta dei Segretari e delle Segretarie di Circolo, provinciali, regionali aperta alle militanti e ai militanti.

10.30 introduzione di Rosa Rinaldi;

13.00 pranzo sociale

17.00 conclusioni del Segretario nazionale Maurizio Acerbo


Domenica 22 settembre, ore 18.00

Riccardo Torregiani. Antirazzista, resistente, uomo di pace. Presentazione del libro con Manuela Giugni e Stefano Galieni.


Domenica 22 settembre, ore 21.15

Concerto di chiusura degli Amistade Sud Sound Project




A sostegno della lotta in Cipriani Serramenti

Bagno a Ripoli (FI) 10 settembre 2019

La Federazione Fiorentina del Partito della Rifondazione Comunista esprime tutta la sua solidarietà e il proprio sostegno ai lavoratori della Cipriani Serramenti, fabbrica che produce porte e finestre a Grassina.



L’azienda in crisi dopo sfortunati tentativi nel campo immobiliare, con l’arrivo di un nuovo socio ha dimostrato subito ostilità verso il sindacato nella fabbrica, pensando di rientrare il prima possibile dal proprio investimento tagliando diritti e ledendo la dignità dei dipendenti, pretendendo unilateralmente di tagliare gli stipendi (eliminando i premi previsti nel contratto integrativo) e cancellando la quattordicesima. Apprendiamo da fonti sindacali dell’allontanamento illegittimo di un lavoratore, dell’interruzione del servizio mensa e della previsione di smantellare bagni e docce.

Inoltre la proprietà aziendale, composta dal dottor Alberto Cipriani e dal Gruppo 66 di Fernando Tassi, ha deciso di impedire ai lavoratori di riunirsi in assemblea dentro la fabbrica, come prevede lo Statuto dei lavoratori.

Fanno sapere dalla Fillea Cgil che la situazione sta così gravemente degenerando che si sta per organizzare, per i prossimi giorni, un presidio fuori dai cancelli della fabbrica, con tamburi, megafoni e bandiere. Importante sarebbe la partecipazione di tutta la cittadinanza, in segno di sostegno e solidarietà alla lotta.

Secondo noi quello che accade alla Cipriani Serramenti è sintomatico di un clima sempre più diffuso ed è conseguenza delle azioni di chi ha smantellato in questi anni lo stato di diritto e le più elementari norme di tutela per i lavoratori (si veda l’Articolo 18…) permettendo alla parte datoriale di usare le persone come fossero oggetti di proprietà, facendo profitto riducendo i redditi e i diritti dei lavoratori

Per questo riteniamo che ci sia bisogno di un sostegno della politica, delle istituzioni, della società civile e culturale della città, della provincia e della Regione”.

Potrebbe essere l’occasione per fornire anche all’amministrazione comunale l’occasione di capire meglio cosa succede nel suo territorio e quale involuzione si sta producendo.

Come sempre il Partito della Rifondazione Comunista si schiera dalla parte dei lavoratori e ne sostiene le giuste rivendicazioni, pronti a impegnare le nostre strutture a favore di ogni azione che i lavoratori riterranno necessaria per difendere e riaffermare i propri diritti.

Convinti che cambiare questo stato di cose è un dovere e che sempre di più si avverte la necessità di costruire oggi un fronte contro le politiche liberiste che premettono, quando non favoriscono, fatti come questi. 

In direzione ostinata e contraria.

Roberto Travagli, Responsabile Lavoro PRC Firenze

Immagine da pixabay.com




Opporsi al Decreto Sicurezza nei territori, rispondiamo all’appello

La Federazione di Firenze del Partito della Rifondazione Comunista aderisce all’appello del comitato cittadino “No decreto sicurezza”, che terrà una riunione pubblica lunedì 2 settembre, alle ore 21.00, presso il Circolo ARCI Il Campino (via Giulio Caccini 13, Firenze).



Nelle ore di incertezza sull’evoluzione del quadro politico nazionale rimane importante non rimuovere la gravità di un decreto sicurezza con cui si è nuovamente attaccata la libertà di dissenso. Si criminalizza il dissenso, si tenta di nascondere quanto incrina le narrazioni del capitalismo, si alimentano paura e razzismo. Bene quindi che nella città di Firenze si alzi una voce di resistenza, aperta e capace di darsi una forte organizzazione, a difesa del diritto all’abitare, al manifestare, a condizioni degne sul luogo di lavoro, alla ricerca di una dignità per tutte e tutti. Invitiamo alla partecipazione le compagne e i compagni, dando l’adesione del nostro Partito.

Cliccando qui l’appello

Immagine di Benoît Derrier modificata e ripresa da it.wikipedia.org




Nardella in Città Metropolitana sulla Foster e il sottoattraversamento

Partito della Rifondazione Comunista – Federazione di Firenze, 05 luglio 2019

Nardella ignora le prerogative consiliari in area metropolitana e fa la scelta sbagliata.

Il Piano Urbana della Mobilità Sostenibile avrebbe dato il via libera al sottoattraversamento TAV di Firenze e alla stazione Foster. Questa notizia che sta circolando è imprecisa e al limite del falso.



Il PUMS non è stato approvato e neppure adottato – come ha fatto notare il Consigliere di Area Metropolitana Enrico Carpini. Non c’è stata alcuna convocazione dei consiglieri effettivi ancora in carica e l’unico passaggio formale è avvenuto in conferenza dei Sindaci e in una commissione fatta convocare appositamente per compensare la mancanza.

Stiamo parlando di un’opera i cui cantieri principali sono fermi, con la “talpa” ancora ferma a Campo Marte e l’appaltatore che risulterebbe in forti difficoltà, a leggere la stampa.

Per concludere i lavori servirebbero almeno altri 2 miliardi: soldi che al momento non ci sono e che alimentano i dubbi anche da parte di Ferrovie e Ministero. Legarsi a questo progetto e non prendere in considerazioni alternative è miope. Si deve scegliere di potenziare la rete ferroviaria esistente (stazioni e nuove fermate), organizzando un adeguato servizio metrpolitano, regolare e cadenzato, da collegare alla rete del trasporto pubblico locale, abbandonando l’idea del sottoatraversamento e della stazione Foster.

Il PUMS deve essere pensato per la mobilità sostenibile dei cittadini della Città Metropolitana di Firenze dei prossimi anni e non per sprecare denaro pubblico in un’opera che riteniamo inutile e dannosa, funzionale solo agli interessi delle grandi aziende e di chi è abituato a speculare sulle “grandi opere”.

Fotografia satellitare da www.ilpost.it




Stop alle speculazioni sul grande patrimonio immobiliare

Monica Sgherri, Comitato Politico Nazionale Rifondazione Comunista

Oggi una buona notizia: il Consiglio di Stato ferma il regolamento urbanistico di Nardella.

Stop alle speculazioni sul grande patrimonio immobiliare, stop alla trasformazione in b/b dei piccoli immobili.

Il Tar aveva fatto orecchie da mercante, ma il Consiglio di Stato no e ha fermato il regolamento urbanistico di Firenze.



L’Ospedale Militare in Piazza della Libertà (progetto di albergo con piscina!), la Caserma in Costa San Giorgio, ecc. ecc. avranno un fermo, anche i progetti per dividere e suddividere gli appartamenti nel centro storico per trasformarli, è ovvio, in B&B.

Il fermo del Consiglio di Stato ci dà ulteriore tempo per fermare progetti scellerati di degradazione di Firenze, altro che trasformazione!

Non sprechiamo questa occasione. Una ragione in più per votare chi questo scempio è impegnato a fermarlo. Vota Bundu candidato sindaco, metti la X su Firenze città aperta e scrivi accanto Palagi




Appalti del Comune di Firenze: un fornitore da mettere in discussione

Siamo nuovamente a denunciare i continui ritardi nei pagamenti delle retribuzioni del personale in appalto delle portinerie dipendenti della SEGI. Ad oggi le buste paga dei lavoratori della SEGI sono di nuovo in ritardo. Ancora non è stato loro pagato lo stipendi di febbraio 2019.



I rappresentanti dell’USB tornano a denunciare l’ostinazione dell’azienda con una nota inviata per conoscenza anche all’Assessore al Lavoro, al Direttore Generale, ai gruppi consiliari e alla Commissione Lavoro.

Dello stesso avviso è anche la UIL di Firenze, che ha proclamato una prima azione di sciopero per i giorni 29-30 aprile. 

Nonostante gli impegni assunti sia in Commissione che in Consiglio, la situazione prosegue come in precedenza.

Come Partito della Rifondazione Comunista siamo a chiedere pertanto all’amministrazione di farsi carico della questione e di assumersi le responsabilità del caso, attivando le necessarie procedure, per sostituirsi alla ditta per il pagamento degli stipendi. Non possono essere, per l’ennesima volta, i lavoratori a per le inadempienze contrattuali: il committente non può “lavarsi le mani” di fronte a simili comportamenti

Crediamo che sia giusto ricordare anche che questa azienda è stata pesantemente criticata, con motivazioni analoghe, anche in altre amministrazioni e località in cui ha vinto appalti (per esempio, nel 2015 è stata anche fatta oggetto dell’interrogazione parlamentare 4-11529, relativamente a ritardi nei pagamenti del personale di un appalto Se.G.I. con l’Università della Calabria). 

Siamo da sempre schierati contro l’esternalizzazione del personale che, poi nella realtà, è parte integrante del lavoro quotidiano dell’Ente. I lavoratori del portierato dovrebbero entrare tutti in procedure e opportunità di stabilizzazione. Se, come temiamo, con la presente Amministrazione non potrà essere elaborato un progetto di stabilizzazione e internalizzazione, pretendiamo però, almeno, che il Comune indichi appalti più rigorosi, più vincolanti e più funzionali al buon andamento dell’amministrazione, nel rispetto dei diritti e della dignità dei lavoratori, con applicazione dei contratti di lavoro in riferimento al settore in cui operano. 

Inoltre, come più volte denunciato, considerati i costi IVA e i costi di gestione del rapporto di appalto, questa esternalizzazione, come altre e più di altre, non sta facendo risparmiare

In direzione ostinata e contraria

Roberto Travagli, Responsabile Lavoro PRC Firenze, 30 Aprile 2019




Firenze non ha paura! Adesione al corteo contro la repressione

Una manifestazione necessaria quella convocata per sabato 11 maggio, dalle ore 15.00, da Piazza Puccini, contro la repressione e per denunciare il clima di paura in cui ci vogliono le forze al governo nazionale e locale, in una sorta di “larga intesa della paura”. Per questo aderiamo con convinzione, proponendo il testo dell’appello a cui rispondiamo con questo comunicato e risponderemo con la nostra presenza l’11 maggio. Noi non abbiamo paura!

Partito della Rifondazione Comunista – Federazione di Firenze




Appello per la manifestazione unitaria di sabato 11 maggio:

La crisi economica, politica e culturale che stiamo attraversando in pochi anni ha portato via con sé tutti gli equilibri a cui molti erano abituati.
Sappiamo bene che le illusioni son difficili a morire, specialmente di fronte ad una struttura forte come quella dello Stato che cela la sua natura repressiva dietro concetti quali “legalità”, “progresso”, “civiltà”.
Il cosiddetto Stato di Diritto, che univa alla natura repressiva dello Stato una serie di mediazioni sociali, sta definitivamente lasciando il posto allo Stato Penale.
Laddove c’era repressione questa si è inasprita.
Laddove dove c’era mediazione ha preso campo la repressione.
Basta dare una lettura ai provvedimenti e alle leggi varate negli ultimi anni per rendersi conto che dietro al taglio della spesa pubblica e dei salari si è fatto avanti un livello di controllo sempre più marcato che vuole eliminare ogni tipo di realtà conflittuale e quindi incompatibile. Non è un caso che siano escluse da tutti i vincoli di spesa le spese militari e quelle per la sicurezza interna.
In questo contesto, sul piano culturale, si è fatta largo la tendenza reazionaria, la tendenza all’egoismo e all’esclusione. Questa tendenza si è fatta movimento: il sovranismo.
Un movimento in apparenza “anti-sistema” ma che in realtà è stato coccolato e caldeggiato dal sistema stesso, perché capace incanalare rabbia e malcontento contro falsi nemici e delimitare il campo delle scontro alle sole classi dominanti, lasciando alla classe lavoratrice la parte dello spettatore perché scegliesse il proprio aguzzino, tra chi ti chiede più sacrifici in nome della stabilità e chi ti inganna promettendoti di tutto e di più al grido di “prima di italiani”.
In questo senso pensiamo che la continuità tra l’operato di Minniti e di Salvini ben sintetizzi quanto descritto e che, il caso di Mimmo Lucano e di Riace, sia emblematico: un’esperienza che fino a qualche anno fa sarebbe stata tollerata all’interno di una “mediazione sociale” ma che oggi diventa incompatibile al punto che il primo attacco è venuto proprio da Minniti e dal PD e l’affondo finale é arrivato da Salvini e dalla Lega.
Pensiamo sia poi significativo quanto i due ministri abbiano utilizzato la propaganda del contrasto all’immigrazione clandestina per inserire nei propri decreti l’inasprimento di reati di piazza come il blocco stradale, l’occupazione di immobili e il travisamento per cui lo scorso 21 marzo 16 antifascisti fiorentini sono stati condannati ad totale di 15 anni e 1 mese per esser passati vicino alla sede di Casapound con il volto coperto da una sciarpa durante una manifestazione.
Tutto ciò ricade direttamente sui nostri territori: é così che ci ritroviamo città blindate, piazze chiuse, tornelli in stadi e biblioteche, daspo urbano, militari in strada.
In questo solco il dibattito per le elezioni amministrative diventa una corsa a chi ha fatto più sgomberi, installato più telecamere, fatto più arresti e emesso più divieti in nome della retorica “securitaria” e in difesa del decoro urbano.

Peró…c’è un “peró” grande come la nostra voglia di riscatto e libertà.
Un “peró” che vorrebbe sabotare questa normalizzazione e non lasciare che lor signori facciano i loro comodi sulla nostra pelle.
Quel “però” siamo noi e tutti coloro che credono ancora che i valori della solidarietà e dell’uguaglianza contino più dei loro profitti, delle loro rendite e dei loro tecnicismi.
Sono coloro che ancora sono disposti a lottare per difendere il territorio e l’ambiente, per fare in modo che tutti possano studiare e curarsi in egual maniera e senza alcun tipo di discriminazione, che di lavoro si possa vivere dignitosamente e non morire cadendo da un ponteggio o schiacciati da massi, lamiere o macchinari, che tutti abbiano un tetto sopra la testa, che tutti possano vivere liberamente i propri sentimenti costruendosi la famiglia che più desiderano, che la socialità e l’aggregazione non siano anch’esse una merce sempre più costosa. Un “però” che in questi ultimi mesi ha portato, in diverse occasioni, migliaia di persone a scendere in piazza a Firenze come in altre città per opporsi allo stato di cose presente.
Sappiamo che a ogni lotta corrisponde un prezzo da pagare: sono gli attacchi agli spazi autogestiti minacciati di sgombero, la criminalizzazione di ogni comportamento metta in discussione lo stato di cose presenti, le denunce, i processi e le condanne.
Siamo comunque disposti ad accollarci il rischio perché se non lottassimo avremmo già perso.
Nelle prossime settimane molti compagni e compagne andranno ancora a processo e il 10 maggio verrà emessa dal Tribunale di Firenze la sentenza di secondo grado nel Processo contro il movimento fiorentino.
Nei giorni subito precedenti anche il processo contro i compagni anarchici fiorentini, che si trascina dietro un accanimento sia repressivo che mediatico impressionante, arriverà a sentenza.
Allo stesso tempo gli spazi autogestiti di questa città, che rappresentano esperienze di riappropriazione e socialità incompatibili con una città a misura di padroni e padroncini, restano sotto minaccia di sgombero.

Pensiamo che questo sia il momento di schierarsi, e chiediamo a tutt@ di prendere posizione e scendere in piazza sabato 11 Maggio per riaffermare la necessità di lottare per una società migliore e portare la propria solidarietà a tutti i compagni e le compagne colpiti dalla repressione.

CPA Firenze Sud, Collettivo Politico Scienze Politiche, Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos – Campi Bisenzio, Occupazione Viale Corsica, LaPolveriera SpazioComune, Krisis – Collettivo di Studi Umanistici e della Formazione, Collettivo Agraria Firenze, Occupazione Via del Leone