Toscana a Sinistra: parte il percorso verso le elezioni regionali

Toscana a Sinistra: anche a Firenze partono la assemblee verso le elezioni regionali di settembre

Il Partito della Rifondazione Comunista partecipa alla coalizione di Toscana a Sinistra. Ha sostenuto e partecipato ai lavori del gruppo consiliare di Tommaso Fattori e Paolo Sarti in questi cinque anni, per partecipare in modo naturale e conseguente ai lavori che hanno portato alla presentazione di questo nuovo percorso del 2020.

La Federazione di Firenze ha già tenuto un Comitato Politico Federale che ha confermato il nostro impegno in tutti i Comuni della provincia, contribuendo all’appello delle figure istituzionali elette negli enti locali in rappresentanza della sinistra alternativa al governo locale e alle destre.



Domani si terrà l’assemblea di Empoli, mentre giovedì toccherà alla città di Firenze, alle 20.45, presso il Parco dell’Anconella (in via di Villamagna 39/d). Seguiranno appuntamenti analoghi anche nella altre zone del territorio metropolitano ovviamente. In tutti questi passaggi saremo presenti con le nostre compagni e compagni, per confermare quella linea di unità delle forze alternative a destre e centrosinistra che resistono nei diversi territori. Per unire quello che l’avversario di classe divide.




Proroga della sospensione degli sfratti a dicembre 2020

Immagine da Ithmus, da Flickr.com

Una boccata di ossigeno!

Non basta:  occorre utilizzare questi mesi per costruire le soluzioni per l’uscita dall’emergenza cronica del bisogno casa.

Il decreto rilancio ha prorogato la sospensione degli sfratti per appartamenti residenziali ma anche per artigiani e commercianti. Un emendamento presentato da Fassina di Leu é stato accolto, votato e passato.

Meno male.  Non possiamo che esserne contenti. Nel paese molte le iniziative che chiedevano la sospensione degli sfratti, denunciando che la prima sospensione limitata al 30 giugno non era assolutamente sufficente.  

La crisi economica apertasi con il Covid 19 sarà ben più lunga della progressiva riapertura e ripartenza, l’impoverimento generalizzato, la perdita e la mancanza di lavoro saranno le caratteristiche anche del prossimo 2021. Proprio perché la perdita del salario non si trasformi automaticamente in perdita della casa  determinava la richiesta di sospensione degli sfratti. 



Dall’appello promosso da Unione Inquilini e link Coordinamento Universitario, Rete della Conoscenza,  Collettivo Pensare Urbano, firmato da tantissime persone, organizzazioni e associazioni (tra cui il fondatore di Libera, numerosi esponenti degli enti locali, organizzazioni sindacali e realtà politiche); al quale avevamo aderito con convinzione, alla campagna che abbiamo promosso con la collaborazione di Rete città in comune di presentazione di ordini del giorno in comuni, province regione con I principali punti programmatici per fronteggiare l’emergenza abitativa. 

E, lo vogliamo ricordare, il consiglio regionale della Toscana ha approvato un ordine del giorno, presentato da Tommaso Fattori e Paolo Sarti che chiede, insieme a un piano straordinario di incremento di edilizia pubblica a consumo zero di suolo (riconversione patrimonio pubblico dismesso e abbandonato da anni)   dove appunto si impegnava la giunta in sede di conferenza Stato Regioni a chiedere la proroga della sospensione degli sfratti a tutto il 2021.

L’approvazione dell’emendamento ci dice che anche in Parlamento si sta facendo strada la consapevolezza delle conseguenze economiche della crisi su una ampia fascia di famiglie a rischio di povertà e di insolvenza,. Un passo concreto a favore di migliaia di famiglie che oggi vivevano l’incubo della perdita della casa,  anche se questo incubo per ora é stato solo rimandato. Ma noi sosteniamo con forza  la sospensione degli sfratti a tutto il 2021 proprio per dare il tempo necessario di costruire soluzioni concrete che esistono e sono praticabili e che abbiamo già indicato.

La reazione di netta contrarietà anche della rappresentanza dei proprietari immobiliari ci dimostra invece quanto la rendita finanziaria ed immobiliare non si fermi davanti a nulla. E già é presente il fenomeno di speculatori che approfittano della crisi per far man bassa di appartamenti a prezzo ridotto. E infatti, laddove nelle città turistiche i  b&b non garantiscono più un reddito ne per questo anno né per gli immediati succcessivi, si stanno presentando investitori, o meglio speculatori spesso stranieri, che offrono di acquistare per un prezzo drasticamente ridotto!

Bene dunque se la proroga della sospensione degli sfratti ostacolerà questo fenomeno insidioso di svendita del patrimonio immobiliare e suo accaparramento da  investitori stranieri.

Quindi non possiamo che essere soddisfatti di questa proroga, un passo avanti importante, una boccata di ossigeno!

Siamo anche convinti che non basterà limitare la sospensione dell’esecuzione degli sfratti al 30 dicembre 2020 per questo continuiamo con la campagna di presentazione negli enti locali dove si chiede la proroga a tutto il 2021.  Ma soprattutto Parlamento e Governo non possono limitare gli interventi a sostegno del diritto alla casa solo alla proroga degli sfratti: finanziamento cospicuo del contributo affitto, accelerazione della manutenzione ordinaria e straordinaria appartamenti ERP vuoti da anni per loro tempestiva consegna a famiglie in graduatoria e, non ultimo,  piano straordinario di incremento del patrimonio residenziale pubblico senza consumo di suolo, con la riconversione del patrimonio pubblico dismesso da anni e compatibile con la residenza a patrimonio ERP

Monica Sgherri, responsabile casa e diritto all’abitare




Bigazzi (Confindustria Firenze) contro i dipendenti pubblici in smart working

Segreteria provinciale di Rifondazione Comunista – Federazione di Firenze
Roberto Travagli – Responsabile Lavoro PRC Firenze

“Prelievo sugli stipendi dei dipendenti pubblici in smart working”: sono parole del neo presidente di Confindustria Firenze. “Hanno il posto sicuro e risparmiano soldi e tempo, aiutino chi è in difficoltà”



Maurizio Bigazzi, neopresidente di Confindustria Firenze, esordisce così in conferenza stampa, con un attacco diretto ai dipendenti del pubblico impiego.

Forte delle analisi di Pietro Ichino, Bigazzi sostiene che lo Stato dovrebbe imporre ai dipendenti pubblici un contributo di solidarietà del 3-4%.

Traspare dalle affermazioni la consueta avversione degli industriali per il pubblico impiego, considerato fonte di sprechi e inefficienza da tutti (o quasi) i presidenti confindustriali, secondo la logica per cui i vantaggi devono essere degli imprenditori mentre le perdite e i costi a carico dello Stato (vedi recentissimi aiuti a qualche grande azienda)

Sarebbe ora di dire basta al ricatto di scegliere tra occupazione e salari da una parte e diritti dall’altra, una formula che nel corso degli anni ha portato solo alla destabilizzazione della classe lavoratrice, alla sua precarizzazione e al suo impoverimento.

Curioso che Bigazzi non abbia dedicato mezza parola alle imprese sul nostro territorio che hanno chiuso spostando le produzioni e lasciando senza lavoro centinaia di persone, solo per massimizzare i profitti. Oppure a coloro che anche in contrasto degli ultimi DCPM hanno continuato a licenziare e/o a non prolungare contratti a termine senza attivate la Cassa Integrazione.

Pensiamo che attaccare i dipendenti pubblici serva solo a spostare l’attenzione e distoglierla da chi davvero ha le responsabilità per la situazione che ci troviamo a vivere: dopo aver collocato in stato di precarietà e di povertà i lavoratori è paradossale sentire Confindustria piangere miseria, nonostante il taglio dell’Irap svantaggioso dell’intera collettività.

Rispondiamo pensando ai tanti che sono rimasti a casa senza un lavoro perché assunti con contratti a termine e oggi non rinnovati, milioni di lavoratori che sono stati usati uno dopo l’altro, con rinnovi trimestrali finché hanno fatto arricchire gli imprenditori, così come i collaboratori assunti con forme contrattuali per le quali non erano neppure tenuti a versare i contributi sociali. Perché per Bigazzi i lavoratori sono oggetti ad uso e consumo del vostro profitto.

Proviamo a suggerire un’altra ricetta: ridurre i compensi in maniera strutturale a quelli imprenditori che si sono arricchiti sul lavoro altrui e ai loro manager. Magari imponendo che nessun manager possa guadagnare più di 3 volte l’operaio meno pagato, visto che quando le imprese ricevono i finanziamenti a fondo perduto, quei soldi pubblici provengono dalla tassazione in gran parte garantita dal salario dei dipendenti e dalle pensioni.

Se la preoccupazione di Confindustria è davvero la condizione dei lavoratori vorremmo sentire appelli perché le aziende smettano di usare gli appalti e le esternalizzazioni per pagare meno il lavoro, così come un’effettiva presa di posizione contro il caporalato diffuso in tutti i settori. La realtà è che la povertà lavorativa è aumentata proporzionalmente con i i profitti di quelli come Bigazzi.

Non ci accodiamo agli elogi profusi dal sindaco del Comune e della Città metropolitana di Firenze, perché pensiamo che nelle parole del presidente di Confindustria ci sia solo disprezzo sia per i lavoratori, sia privati che pubblici. Chi lavora in smart working non è “in ferie”. Lavora a tutti gli effetti (anzi il doppio se donna, a causa della difficoltà di conciliare lavoro e lavoro domestico). Pensiamo invece che tale istituto abbia bisogno al più presto di norme chiare che, ad esempio, tutelino il diritto alla disconnessione, alla sicurezza del luogo di lavoro anche se condotto fuori dagli ambienti tradizionali e a una partecipazione ai costi sostenuti da parte dei datori di lavoro. In buona sostanza, non è più rimandabile necessità di un nuovo statuto dei lavoratori come già da molti anni richiesto.

Ci auspichiamo che ci sia una chiara condanna sia da parte sindacale che da parte di quelle forze politiche che si definiscono democratiche per tali posizioni espresse. Da parte nostra ci impegneremo con maggiore determinazione a difesa dei lavoratori.




La salute non si vende! Adesione alla manifestazione

Il Partito della Rifondazione Comunista ha aderito dal primo momento al percorso Ogni Giorno il Primo Maggio, che in questi giorni ha promosso una serie di appuntamenti che domani si concluderà sotto al Consiglio Regionale.

Quindi l’appuntamento è per il 30 giugno 2020, alle ore 17.00, in via Cavour: “la salute non si vende, vi aspettiamo fuori”!.

In questi mesi di pandemia si è sposata la retorica della guerra e dell’eroismo, ma già dopo le prime settimane è apparso chiaro come non ci sia intenzione, da parte di chi ci governa, di invertire la direzione di tagli, privatizzazioni e repressione delle organizzazioni sindacali.

Ogni momento di conflitto è fondamentale, per denunciare la situazione di cui il Covid-19 non è sicuramente la causa principale.



Il rilancio del Sistema Sanitario Nazionale passa necessariamente dal blocco di ogni finanziamento alla sanità privata, dal superamento di ogni logica di welfare aziendale, dall’incremento di assunzioni e risorse per il servizio, dalla reinternalizzazione dei servizi (tutelando e garantendo lo stesso anche per il personale già impiegato). La piattaforma è articolata e condivisa quindi riportiamo direttamente il volantino dell’Assemblea.

Aggiungiamo un forte ringraziamento per tutte quelle realtà e quella cittadinanza che risponde a questi momenti di mobilitazione, nonostante il forte silenzio del sistema di informazione e l’ipocrisia di larga parte delle istituzioni.


Il volantino in PDF cliccando qui.




Sabato 27 giugno in piazza

Abbiamo aderito alla giornata di mobilitazione per la solidarietà internazionale, che vedrà questo sabato vedrà numerose manifestazioni in più città di Italia.

Anche Firenze ha risposto e sotto riportiamo la piattaforma. Segnaliamo che alle 15.30 è previsto un corteo di Firenze Antifascista da piazza San Marco, che raggiungerà piazza Repubblica per le 17.00, in risposta alle condanne che hanno colpito le antifasciste e gli antifascisti di Firenze.




Sabato 27 giugno in Piazza della Repubblica 

⭐️ Giornata di solidarietà internazionale ⭐️

Raccogliamo anche a Firenze gli appelli del Movimento Kurdo e delle Comunità Palestinesi in Italia per una giornata di mobilitazione e solidarietà internazionale, a sostegno dei prigionieri politici, contro il piano Trump di annessione della Palestina e contro le politiche di aggressione turche ed israeliane. E saremo in piazza per e con il Compagno “Orso”, scomparso un anno fa e che commemoreremo con la famiglia il 24 giugno nel Cimitero di San Miniato.

La situazione, già dura, nelle carceri turche, è drammaticamente peggiorata con il Covid aggravando le condizioni generali dei detenuti comuni e politici. Lo stato turco ha aumentato, se possibile, la repressione con
continui arresti dei militanti kurdi del partito Hdp e della sinistra turca, la destituzione dei sindaci e dei consiglieri eletti nel territori kurdi, effettuando nuove purghe nell’amministrazione statale e militare, la politica di cancellazione delle espressioni culturali come per il Group
Yorum, cui è negato, con carcere e morte, anche il diritto a suonare. Tutto questo avviene in un contesto economico di profonda crisi strutturale. E’ così che aumentano anche gli attacchi militari nel Rojava, in Siria del nord e nelle zone del Kurdistan iracheno sotto controllo del Pkk, con
bombardamenti aerei, usando le armi anche italiane, nel tentativo di limitare l’azione kurda e di nascondere le proprie debolezze.

In Palestina Netanyahu ed il governo israeliano stanno portando avanti il Piano Trump di annessione anche degli ultimi territori palestinesi occupati, con l’assoluta negazione della dignità stessa del popolo palestinese e calpestando impunemente anche la c.d. legalità internazionale. Continuano gli arresti e gli omicidi mirati ed extragiudiziali dei palestinesi, in cui Israele è maestro, esempio per le polizie mondiali nella repressione e nell’uso delle strategie controrivoluzionarie. Le connessioni e le relazioni economiche, politiche, militari e culturali tra Italia ed Israele sono la base della propaganda filo israeliana della nostra stampa e classe dirigente.

Sabato 27 saremo in Piazza della Repubblica, dalle 17, così come in tante altre città in Italia ed in Europa, insieme alle Comunità Kurda e Palestinese della Toscana. Faremo tappa sotto il Consolato onorario israeliano a Firenze, inaugurato con Nardella e Salvini nel novembre 2019 e che ha come console onorario quel Marco Carrai, amico di Renzi, presidente di Toscana Aeroporti, con le mani in pasta negli affari di cybersecurity proprio con le aziende israeliane. Saremo poi sotto la sede di Unicredit, banca tra le più impegnate nel commercio di armi, partecipata nel capitale dalla famiglia del fascista Erdogan. Banca coinvolta nelle relazioni economiche ed istituzionali, anche universitarie, con la Turchia, le strutture Nato e l’apparato militare ed industriale europeo. Due luoghi che dimostrano il coinvolgimento delle classi dirigenti italiane verso Turchia ed Israele, per denunciarne la complicità nelle politiche di sfruttamento e repressione, per essere a fianco delle organizzazioni popolari che lottano per la libertà e l’emancipazione, qui come in Palestina e Kurdistan.

Sosteniamo i prigionieri politici in Turchia, Palestina ed Israele, No al Piano Trump di annessione della Palestina, contro le aggressioni militari turche verso il PKK e l’esperienza rivoluzionaria del Rojava, per denunciare le complicità di governi ed istituzioni europei ed italiani


SABATO 27 giugno, TUTTI in PIAZZA – ore 17 Piazza della Repubblica


Coordinamento Toscano per il Kurdistan
Assemblea fiorentina per Kurdistan e Palestina 
Associazione Amicizia Italo Palestinese
Comunità Kurda in Toscana
Comunità Palestinese di Firenze
CPA Firenze Sud
Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos – Campi Bisenzio
Rete Dei Collettivi Fiorentini,
Collettivo Politico Scienze Politiche 
Krisis – Collettivo di Studi Umanistici e della Formazione  Assemblea Beni Comuni/Diritti
Rete Antirazzista Fiorentina, 
Partito della rifondazione comunista
Gruppo Consiliare Sinistra Progetto Comune
Firenze Città Aperta 
Assopace Palestina 
Cospe
ANPI Provinciale, ARCI provinciale 
Confederazione Cobas 
Comitato Fermiamo la guerra 
AssoPace Palestina




Priorità alla Scuola, ieri e domani

Ieri eravamo in piazza al fianco del movimento Priorità alla Scuola, sceso in 60 città di tutta Italia.

Chi ci Governa ha scelto di ignorare i bisogni e i diritti delle persone, preferendo tutelare il profitto di pochi, ignorando completamente quelle che sono le indicazioni contenute nella nostra Costituzione.

Le linee guide che si prospettano per settembre vanno in una direzione sbagliata, opposta a quelle che sono le richieste dei nuclei familiari, delle organizzazioni sindacali e di tutte quelle realtà politiche che sono consapevoli dell’importanza di difendere la scuola pubblica!






L’antifascismo non si reprime!

Rifondazione Comunista di Firenze si unisce al coro che esprime solidarietà alle 15 persone condannate per la manifestazione antifascista del 2013.

La Cassazione si è espressa negando l’ammissibilità del ricorso, confermando così le condanne e intestando agli imputati il pagamento di un’ammenda che ammonta a 3000 euro ciascuno.

Nel corso degli anni in molti e molte siamo scesi per le strade di Firenze per affermare con forza il carattere antifascista della nostra città, per ribadire che chi non si riconosce nei valori alla base della democrazia non può avere legittimità politica.



Nel 2013 la manifestazione in questione era stata convocata in seguito all’ennesima aggressione compiuta da persone vicine a Casapound ai danni di due minorenni.

Nonostante siano passati molti anni, si continua a condannare nei tribunali chi manifesta difendendo i valori dell’antifascismo. A chi è stato colpito da questa inaccettabile repressione va tutta la nostra solidarietà e vicinanza.

Aderiamo quindi convintamente all’appello lanciato da Firenze Antifascista e non mancheremo a qualsiasi iniziativa di solidarietà verrà organizzata!