Adozione del feto: le proposte di legge che ci rimandano al Medioevo

Manuela Ciriello – Segreteria Provinciale PRC Firenze

La proposta di legge della Lega Nord, che vede come primo firmatario il deputato Alberto Stefani, è già il titolo aberrante.
Disposizioni in materia di adozione del concepito“: in pratica si prevede che nel caso in cui la donna decidesse di non portare avanti la gravidanza, questa perda il diritto di disporre liberamente del proprio corpo.

In questo caso specifico, il diritto all’autodeterminazione verrebbe meno a causa di un intervento dello Stato che farebbe, da subito, da mediatore per l’adozione del feto da parte di coppie che non possono avere figli.

La domanda che sorge spontanea è: non è anche questo una sorta di utero in affitto, pratica tanto attaccata e disprezzata dalla Lega? In questo caso, anzi, si fanno incontrare il desiderio (magari non esaudito) di poter aver un figlio con  la disperazione di una donna che non può tenere il suo, creando a questo modo un “pericoloso” incontro tra persone in un momento di difficoltà.

I deputati della Lega che si sono lanciati in questa “impresa degna di nota” sostengono che l’aborto viene usato come “metodo contraccettivo” ignorando come in realtà la maggior parte delle donne decide di non portare a termine la gravidanza a causa della mancanza di servizi assistenziali e di condizioni sociali adeguate, come lavoro, casa e asili nido. Anche la legislazione che dovrebbe tutelare la donna nel corso della gravidanza, nella pratica, fa acqua da tutte le parti: per quanto si fosse acceso un lieve barlume mediatico sul fenomeno delle dimissioni in bianco, ancora oggi il diventare madre comporta, troppo spesso, la perdita del lavoro.

Se la proposta dell’On. Stefani dovesse diventare leggi è sicuro che le donne, per sfuggire a questo procedimento, tornerebbero a ricorrere alla pratica dell’aborto clandestino. Quarantuno anni fa le donne lottarono perché fosse approvata  la legge 194, principalmente affinché si interrompesse il ricorso all’aborto clandestino che troppe conduceva alla morte: veniva chiesto che ci fosse assistenza in un ambiente medico protetto, che non le pazienti non rischiassero la vita, anche perché di vite spesso se ne perdevano due.

Adesso, se dovesse passare questa legge di adozione del concepito, le donne torneranno a nascondersi dallo Stato e si rifugeranno di nuovo nella clandestinità, mettendo a rischio la propria vita. Oggi i problemi dell’Italia non sono i diritti garantiti dalla l.194 ma la difesa delle donne dal femminicidio, insieme ai problemi sociali che ciò comporta. Per questo invece che cosa fa il governo? Approva la legge sulla legittima difesa, così si potrà entrare in possesso di  armi con molta più facilità e le donne esporre le donne a rischi ancora maggiori.

Il Convegno che si terrà a Verona è vergognoso ma anche in Toscana la Giunta Regionale approva un provvedimento che non passa inosservato: lo stanziamento di 195 mila euro per i prossimi 3 anni a favore del Forum Pro-vita. Tutto ciò è molto pericoloso e mostra ferma intenzione di fare  guerra alla donne per farle tornare ad essere succubi, in questo caso, non padrone del proprio corpo e della scelta della propria vita.

Tutto ciò è inaccettabile: la legge sull’adozione del concepito non deve assolutamente passare.

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