A sostengo dello sciopero di sabato della grande distribuzione

Un contratto nazionale scaduto da 22 mesi. Un settore in cui si sperimentano forme di sfruttamento sempre peggiori, attraverso una precarietà che utilizza la retorica della flessibilità per cancellare diritti e le stesse vite private delle lavoratrici e dei lavoratori. Un fronte di imprese che spinge per una società dove tutto è merce e consumo, in cui ogni dimensione sociale deve essere regolata dal guadagno.

In questo contesto è stato convocato lo sciopero del 7 novembre, a cui portiamo tutto il nostro sostegno politico e per il quale saremo presenti davanti alla prefettura di Firenze sabato mattina, nonostante in contemporanea sia stata convocata da settimane la conferenza provinciale delle lavoratrici e dei lavoratori.

Il 7 novembre si rivendicheranno diritti che nessuna persona dotata di buon senso oserebbe mettere in discussione: si va dalla mancata retribuzione in caso di malattia (al quinto evento in un anno) all’abolizione di alcuni livelli intermedi, senza farsi mancare un sistema di aumento delle ore di lavoro e di diminuzione del salario.

Nella grande distribuzione molti sono i giovani, molte sono le donne. Non mancano i precari, a cui si chiede di abituarsi ad un sistema in deroga ai principi nazionali di diritto del lavoro, quotidianamente sotto attacco anche da parte di questo governo.

Sabato non ci sarà solo da difendere il salario, un contratto dignitoso e dei diritti fino a poco tempo fa considerati inalienabili: sabato si dovrà rendere noto a tutta la cittadinanza che è in discussione lo stesso modello di società conquistato nel secondo dopoguerra. L’attacco è mosso su tutti i livelli e arriva da lontano, ma nella grande distribuzione tutto questo è reso evidente ed in modo eclatante.

Per questo saremo, a Firenze come in tutta Italia, al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori in sciopero.sostegnosciopero

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